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Pagina:Spanò Bolani - Note a' ricordi storici di Cesare Morisani, Reggio C., Siclari, 1872.djvu/8

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cero patriota fu l’Unità nazionale, senza di che libertà ed indipendenza non sono che nomi illusorii e vani».


VI. Segue il Morisani, parlando di me: «Allora nominato Intendente credette poter accettare la prima carica dalla Provincia da un governo che certo contrariava il suo programma, come avea creduto, egli liberale, di accettare la nomina di Sindaco da un governo assoluto.»

Sotto il governo assoluto non tenni mai l’uffizio di Sindaco, al quale prima del 1848 mi rifiutai sempre, come mi rifiutai ancora in quello stesso anno, quando venivo nominato dal Governo costituzionale, perchè già presentivo che un governo cosiffatto (impossibile sotto i Borboni) non poteva avere che breve ed efimera durata. Dopo il 1848 non feci mai il Sindaco sotto il Governo assoluto, perchè mi si volle impartire l’onore di registrarmi nella lista degli attendibili; ch’eran privati de’ diritti civili.

E sapete perchè accettai tale uffizio ne’ primordii del 1860 sotto il Governo assoluto? Perchè allora sapevo con certezza che da ivi a poco il governo si sarebbe mutato in rappresentativo. Né, da Sindaco, sono stato allora disutile al mio paese, perchè quando venne il generale Ritucci, per missione del Re, a spiare lo spirito pubblico, e la situazione delle cose, io mi adoperai a tutt’uomo che egli non desse ascolto a que’ soliti leali che correvano a lui con liste di cittadini da essere carcerati o proscritti. Il Ritucci perse benevola attenzione alle mie schiette parole, ed accortosi che gli eventi precipitavano, si contentò di chiamare presso di sè i più noti liberali, e di esortarli a non compromettersi con premature manifestazioni, perchè egli era già persuaso che la Donna (l’Italia) era incinta, e che giunta al termine del nono mese, nessuno poteva impedire che partorisse; mentre se essi volessero sforzarne la gestazione non sarebbe uscito fuori che un aborto.