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TAVOLE ILLUSTRATIVE E CRONOLOGICHE
TAVOLA PRIMA
MONETE REGGINE
Per ajutare l’intelligenza delle antiche monete, non sarà inutile premettere che quella parte della medaglia, dov’è la testa dicesi il diritto, e l’altra ch’è il rovescio reca ordinariamente il tipo; dedotto questo o da divinità tutelari, o da naturali proprietà, o da altre allusioni al paese a cui appartiene, o alle circostanze per cui fu battuta. Dicesi leggenda a quelle parole che stanno e girano attorno al diritto o al rovescio; e campo è tutta la superficie che ricevette l’impronta; esergo son le parole incise nel basso della moneta in linea retta ed orizzontale. Se il rovescio non ha tipo, ma più parole disposte in righe rettilinee, ciò si denomina iscrizione, e sta in luogo del tipo. Se poi si vede un nesso o accoppiamento di più lettere, che servano ad indicare o il nome del coniatore, o altro che sia, questo chiamasi monogramma: e si chiamano fruste le monete che hanno il conio logorato. Or passiamo a ragionare delle monete reggine autonome.
Dal tempo della presa di Zancle, fatta da’ Samii collegati con Anassila, sino alla tirannide di Dionisio (il che include un periodo di duecento settantacinque anni) fu battuta la più parte delle monete di argento della città nostra. Nella più arcaica, di argento e d’infimo modulo, si veggono tipi conformi a quelli di Zancle, imitati o da quelli de’ Samii conquistatori, o da quelli degl’indigeni Aurunci, o Opici che dir si vogliano. Cioè da un lato una testa di tauro (che il Mazzocchi ha creduto leone, ed il Morisani ircocervo) e dall’altro una testa di vitello in profilo, colla leggenda RECION in lettere osche da destra a sinistra. Osservi in altre, anche assai antiche, sul diritto la testa del tauro, e sul rovescio Giove sedente, di profilo e talvolta anche imberbe, colla leggenda RECINO. In altre è incisa