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| 164 | tavola seconda |
II.
(Secondo la traduzione latina del Morisani)
Populus Reginorum
Nicandrum Niconis filium
Diis (supple commendat.)
Fu rinvenuto nel 1548 presso le mura della città alla porta Crisafi; e pubblicato dal Gualterio e dal Muratori; il Morisani l’illustrò. I chiarissimi vestigi del dialetto dorico che si scorgono in questa iscrizione ci sono argomento ch’essa appartenga a migliori tempi della Repubblica Reggina.
III.
(Secondo la traduzione latina del Morisani)
Prytanis de suo et Archon Quinquen—
nalis. Sextus Numonius Sexti Filius Maturus.
Symprytanes Quinctus Ortorius Quincti Filius Balbillus, Marcus
Peponius Marci Filius Pulcher, Marcus Cornelius Marci Filius Martialis.
Hieroscopi Manius Cornelius Verus, Gajus Antonius.
Thytes Hierosalpistes Gajus Julius Reginus. Hieroceryx
Gajus Calpurnius Verus. Hieroparectes Quinctus Caecilius
Reginus. Quaestor Meliphlhongus Maturi Filius. Spondaules
Natalis. Capnauges Helicon Maturi Marcus Aprus Zosimus.
Questo marmo non è solo letterato nella sua base, ma anche anaglifico. Nell’anaglifo scorgesi un tripode con una tazza o bacino, in cui un serpente, emergendo dal tripode, accenna di libare qualche cosa. Nel vertice si osserva una faretra piena di saette, ma chiusa.
Fu trovata questa lapide nell’atrio del Convento di S. Francesco d’Assisi, in uno scavamento fatto nel 1727, e fu tosto donata dai concittadini al chiarissimo e dotto Giacomo Filippo Dorwille, il quale trovandosi in Sicilia a cercar cose antiche, passò in Reggio e vi si trattenne parecchi giorni. Avendo poi cominciato a pubblicare in Amsterdam nel 1764 l’opera sua Siculorum si era proposto di pubblicare in essa il marmo sudetto; ma prevenuto dalla morte nè l’opera sua potè compire, nè il marmo pubblicò. Fu poscia pub-