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| 168 | tavola seconda |
miliare presso Melito, mentre in un podere scavavasi una formella per porvi albero. Antonio Cilea di Pentidattilo, uomo dotto, la trascrisse, e la recò al Morisani; ma questi avendo già messe a stampa le sue dissertazioni, non potè profittarne. Il Logoteta, che la pubblicò nel suo opuscolelto, opina non senza fondamento che sia allusiva ad una strada che da Reggio conducesse per la marina al territorio Locrese, costrutta quando l’imperatore Licinio si pacificò con Costantino, ed insieme crearono i tre Cesari.
XI.
(Secondo la traduzione latina dell’Arcidiacono Gaetano Paturzo)
Prytanis et Archon suis sumptibus, C. Popillius
Julianus. Comprytanes, C. Popillius, C. Filius, Phre-
.... T. Bettius Domitianus. Hariolus, C. Numo-
nius.... Sacer Praeco, C. Julius Syntrophianus.
Tibicen Libationi Accinens, Ctetus. Fumi Inspectores
Brianthus, Et Phes..... Voti sui compote Juliano.
«Questo marmo (riferisco le parole che ne dice il nostro concittadino Carlo Guarna in un suo opuscolo pubblicato in Reggio nel 1851, intitolato Di Diana Fascelide e del suo tempio a Reggio) fu rinvenuto nell’anno 1818. Scavandosi le fondamenta del palazzo del fu cav. Sig. Antonio Genoese al lato settentrionale di esso addì 19 del detto mese fu scoperto pochi passi discosto dall’oggi diruto tempio di San Paolo, e dal Monastero di S. Maria della Vittoria, stato un tempo Convento de’ PP. Francescani Conventuali. Fu proseguito lo scavo ne’ seguenti giorni, e scoperto un buon tratto di strada, che menava alla vicina marina inselciata di lastre di lunghe e larghe dimensioni, parte delle quali servì poi alla costruzione del cennato palazzo.
La lapide mostra un picciolo parallelogrammo di un palmo e sette decimi di larghezza sopra due e cinque decimi di altezza. Presenta anch’essa un bassorilievo, ed una iscrizione. Vedesi nella parte inferiore uno zoccolo di otto decimi di palmo di altezza che forma la base della figura, scorniciato in giro ed avente nello spazio di mezzo l’iscrizione. Su del detto zoccolo si eleva nel centro un tripode su di un sostegno a forma di base, che vedesi fregiata di una frasca di foglie di alloro, e piccioli steli con frutta negl’interstizii. A distanze uguali dal tripode si elevano due pilastrini scanalati di ordine com-