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| uomini illustri | 175 |
Alcuni brevi frammenti delle sue poesie raccolse e pubblicò Enrico Stefano nel libro intitolato «Carmina novem illustrium foeminarum et lyricorum graecorum, ex bibliotheca Fulvii Ursini et latino versa reddita a Laurentio Gambara. Antuerpiae ex officina Platiniana, 1568, in 8.°» Presso Ateneo che lo cita spesso, si leggono parecchi versi d’Ibico.
Inventò il nostro Lirico un musicale istrumento di forma triangolare detto Ibicino dal suo nome, ed anche Sambuca. Il quale istrumento facea tal clamore, che, a detta di Suida, riuscì di sommo giovamento a’ Romani nella guerra co’ Celti.
Da Ibico venne il vecchio proverbio Ibyci equus, e dicesi di chi già avanzato in età e scemo di forza, cerchi tuttavia adoperarsi in cosa difficile e gravosa. Perciocchè Ibico, come scrive Platone nel Parmenide, aveva un cavallo già annoso, consumato ne’ tanti combattimenti atletici. Vedendo un dì il popolo ancora adoperato al corso un tal ronzone, si pose a ridere; al che rispose il nostro poeta: Il cavallo è simile al suo padrone, giacchè io stesso già vecchio sono incitato ad amare. E per verità Ibico era uomo assai lubrico, e quasi tutti lascivi componeva ancora i suoi versi; ne’ quali nondimeno era molta grazia e delicatezza, e si agguagliavano alla soavità di quelli di Stesicoro da Siracusa.
Da una sua avventura che gli cagionò la morte, nacque ancora l’altro proverbio Ibyci grues; la quale è così narrata da Plutarco (de futili loquacitate)». Cum enim Ibycus in latrones incidisset jam occidendus, grues forte supervolantes obtestatus est; aliquanto post tempore cum iidem latrones in foro sederent, rursumque grues supervolarent, per jocum inter se susurrabant in aurem; adsunt Ibyci grues. Eum sermonem assidentes in suspicionem rapuerunt, maxime desiderato jam pridem Ibyco. Rogati quidnam sibi vellet ea oratio, haesitanter ac inconstanter responderunt: subjecti tormentis facinus confessi sunt; atque ita, velut gruum indicio poenas Ibyco dederunt»: al qual proposito dice Ausonio (in Monosyllabis):
Ibycus ut periit vindex fuit altivolans
Grus.
Non ci è indicato con chiarezza dagli scrittori il luogo dove Ibico fu ucciso; ma da due epigrammi dell’Antologia Greca, uno di Antipatro, l’altro di poeta incerto, parrebbe che i ladri fossero venuti dalla Sicilia, e che Ibico fosse stato assalito ed ucciso in un luogo deserto del lido reggino; parrebbe ancora che il luogo fosse non