Vai al contenuto

Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. II, Fibreno, 1857.djvu/231

Da Wikisource.

uomini illustri 221

centi, che si conservavano già dal signor Federico Genoese, uomo di molte virtù morali e civili, e fino conoscitore di belle arti; morto sventuratamente in Napoli nel 1848! Oggi tali pitture sono presso gli eredi del Genoese. Un bozzetto ad acquerello che descrive il Giudizio di Salomone, ed altri due disegni di minor rilievo, l’uno de’ quali ci mostra Cristo in atto di scacciare i profanatori del tempio, l’altro il Salvatore che concede al dubbioso Tommaso di palpargli la ferita aperta nel costato, si conservano presso il Padre Luigi Furnari Prevosto dell’Oratorio di S. Filippo Neri di Reggio. Ma quando più gli sorrideva un avvenire splendido di celebrità e di fortuna, il nostro Cannizzaro, travagliato da morbo consuntivo, finiva giovanissimo nelle braccia de’ suoi il dì 26 giugno del 1768.

Delle pitture di lui fece un ragionato e giudizioso esame il mio egregio amico Canonico Paolo Pellicano, nel n.° tredicesimo dell’anno I della Fata Morgana, dopo di aver narrata la vita del Cannizzaro nel dodicesimo numero. La qual vita fu anche pubblicata dal Pellicano in un opuscolo col ritratto del nostro pittore; a cui rimandiamo i lettori che ne vorranno più particolareggiate notizie.

Giuseppe Morisani. Nacque in Reggio a’ 18 novembre del 1720. Fu suo primo maestro di lettere un Canonico Sergi, il quale vedendo il fanciullo molto proclive allo studio, gli pose moltissimo amore, e vennelo ammaestrando utilmente nelle lettere greche e latine. Ma siccome Giuseppe sentiva di buon’ora vocazione per lo stato ecclesiastico, si applicò attesamente alle materie di teologia, e di diritto civile e canonico nelle scuole de’ PP. Domenicani. Fu ordinato Sacerdote dall’Arcivescovo Damiano Polou, e nel 1750 si avviò a Napoli, ove intese più di proposito agli studii, specialmente di matematica, ed ottenne la laurea nell’una e nell’altra legge. Ivi cominciò a farsi conoscere assai favorevolmente, e strinse amicizia co’ migliori letterati di quel tempo. Da Napoli passò a Roma, ove si dette a studiare la lingua ebraica; e venutogli quivi stesso il pensiero di qualche lavoro che illustrasse la sua terra natale, cominciò a rimuginare quelle primarie biblioteche, dalle quali raccolse gran copia di notizie opportune al suo scopo. E dopo cinque anni di dimora in Roma, ritornatosi a Reggio nel 1755, fu nominato precettore del Seminario, dove per diciassette anni insegnò rettorica, filosofia e storia ecclesiastica. E molti uomini egregi uscirono dalla sua scuola, educati a quell’ecletismo filosofico che il Morisani non cessò mai di propugnare nelle sue lezioni; ed in ciò fu egli per Reggio quel che fu per Cosenza Francesco Salfi, ed Antonio Genovesi per Napoli.

     Spanò Bolani — II. 15