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| uomini illustri | 225 |
3. Istruzione alle Monache.
4. Dissertazione sulla Fata Morgana.
5. Lettera al P. N. N. intorno all’antichità della Casa Ruffo.
6. Poesie varie. Ne’ versi trovi spesso nobili e leggiadri pensieri; ma desideri invano quella poetica eleganza e quel sapore di lingua che dà agli scritti poetici durabil vita. Noi per dare un picciol saggio del poetare del nostro Morisani trascriviamo due soli sonetti scelti fra i non pochi da lui scritti in varie occasioni.
La beltà è saggio del Cielo.
Qualor, Donna, que’ rai l’occhio vagheggia,
Che da vostra beltà vibra l’Amore,
Ah, che in questo mio sen vampa d’ardore,
Da quelli accesa, il cor mi signoreggia.
Vampa ch’è pura, ardor che non vaneggia,
Perchè acceso soltanto ad un splendore,
Che gli occhi sì, ma viepiù vibra il cuore,
Che carco di virtù gli occhi pareggia.
Volto, che di beltà seco ha la palma,
Di divina beltà sfavilla un raggio,
E se bello è l’esterno, è bella l’alma.
Non chiude un real sen cuore selvaggio,
Non tien volto ferin si gentil salma
Se terrena beltà del Cielo è saggio.
Donna bella che chiede fiori.
Mentre in lieto giardin di rose adorno
Torce il passo il mio piè vago e ramingo,
Ecco donna gentil girare intorno
A quel prato di fiori ermo e solingo.
Ella due rose chiede, e in quel contorno
Colto un fascio di quelle in pugno io stringo;
Quindi ratto a colei faccio ritorno,
E sua rara beltà così dipingo:
Rose chiedi? E non son due rose, o vaga,
Le guance del tuo volto, ove ridendo
L’ostro e i cinabri suoi stemprò Natura?