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Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. II, Fibreno, 1857.djvu/238

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   228 tavola terza

opere conscribendo, ac portum tot salebris haerendo vix speranti, unum tantum adtulisse suppetias Canonicum Dominicum Josephum Barillium hujus Regini Seminarii Rectorem eximium, qui diligentissimis lapidum transcriptionibus, nec non improbo scribendi labore, ac omni auxiliorum genere, pro eo quo in bonas litteras fervet amore, me egregie adjuvit». Ed il Morisani fu ajutato medesimamente dal Barilla nella compilazione dell’altra opera sua De militia clericorum, come lo assevera egli stesso nel proemio a questo libro.

E tanto egregio nome di uomo dotto e d’incorrotti costumi venne il Barilla acquistando, che nel 1791 fu nominato Vescovo di Oppido, ma egli rinunziò con umile fermezza a tal dignità, e preferì la modesta quiete della sua consueta vita. Tra i tanti amici ch’egli conobbe, gli furono i più cari e familiari il Morisani ed il Padre Gesualdo. Morì il Barilla nel 1815, ed ebbe solenni esequie prima nel Duomo, poi nella chiesa di S. Francesco di Sales, dov’ebbe sepoltura.

Enrico Nava. Dell’ordine de’ Cappuccini. Scrisse in buona lingua italiana la Vera Consolatrice degli Afflitti in tre volumi, dove tratta distesamente del nostro Convento de’ Cappuccini, della Vergine della Consolazione, de’ moltissimi miracoli di lei, e della vita di que’ Frati del detto Convento che più si distinsero per dottrina e santità di costumi. In tale sua opera il Padre Nava ci dà molte notizie appartenenti alla storia reggina, ma bisogna leggerlo con cautela, perchè spesso è inesatto, e tragge altrui nell’errore. L’autografo di questo lavoro è ora posseduto dal mio culto amico Francesco Mantica. Fece ancora una Descrizione della peste di Reggio nel 1743 e 44, che io non potei leggere, nè so se si conservi tuttora presso qualcuno, o sia andata perduta.

Domenico Giuffrè. Sacerdote di molta istruzione, e Dittereo della Collegiata Greca. Compose una lunga e minuta Relazione ad un suo amico sulla peste del 1743 con molta verità e colore, ed è la sola fonte, a cui possono attingersi rettamente le notizie di quella calamità cittadina, resa più aspra dall’umana malvagità. La maggior parte della narrazione ch’io feci di tal pestilenza e sue conseguenze nella mia Storia, è stata da me tratta dalla sopralodata Relazione, che si conserva manoscritta dal signor Gennaro Giuffrè di Domenico. Altre opere di materia ascetica e teologica scrisse ancora il Giuffrè, ma queste andarono perdute, o smarrite.

Gregorio Palestino. Fu nobile Reggino, Canonico Abate della nostra Metropolitana. Nacque nel 1704, e gli durò la vita sino