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Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. II, Fibreno, 1857.djvu/239

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uomini illustri 229

al 1790. Sostenne con decoro varie incombenze chiesastiche: fu Esaminatore e Giudice Sinodale; suddelegato Apostolico nella diocesi di Nicastro; Avvocato de’ Poveri nella Curia Reggina; restauratore zelantissimo del Monastero di S. Niccolò degli Strozzi. Scrisse parecchie memorie ad illustrazione di cose patrie, ed a difesa di varii diritti e prerogative del municipio di Reggio: tra le quali sono da ricordarsi:

Un’Allegazione in difesa della città di Reggio per lo ricupero della terra di Sambatello; un Cenno Storico su’ tremuoti del 1783. Oltre a ciò compose un’Istituzione di Diritto civile e canonico; e tutto ciò si conserva manoscritto dal mio amico sig. Antonio Palestino, cullo e diligente raccoglitore di quanto possa riguardar notizie relative a cose di Reggio.

Gratuitamente il Canonico Palestino prestò per ben due volte l’opera sua, recandosi in Napoli per la difesa del Capitolo di Reggio, e sostenendo le ragioni pel Benefizio di S. Angelo a Valletuccio. E nella causa del Sindacato fu uno de’ più alacri difensori de’ Nobili ex genere, trovandosi allora in Napoli: onde il suo nome rimase onorato e benedetto fra i suoi concittadini.

Pietro Roscitano. Nacque il dì 17 aprile del 1740 da Francescantonio e da Rosa de Nava. Fu suo principal maestro il Cantore Giuseppe Morisani. Aveva da principio fatto consiglio di prender gli ordini sacri, ma poi cambiata opinione lasciò l’abito chiericale, e si avviò alla giurisprudenza. E recatosi in Napoli nel 1759 si diede istancabile allo studio del diritto di natura e delle genti, delle antichità romane, della storia, e della cronologia. Nel 1762 moveva da Napoli per Roma, donde ivi a non molto, preso da febbrile infermità, tornava all’aria nativa di Reggio. Nel 1769 era con sovrano dispaccio approvato Professore di lingua greca e latina nelle scuole pubbliche aperte in Reggio dopo l’espulsione de’ Gesuiti. Nel 1773 menava in moglie Maria de Nava, e n’ebbe copiosa prole. Il primo lavoro letterario di lui fu una Memoria storico-filosofica del tremuoto dopo l’orribile catastrofe del 1783; e quest’opuscoletto fu messo a stampa in Messina.

Conosciuto in Napoli il valore letterario del nostro concittadino, fu egli ammesso all’Arcadia napolitana, e chiamato nel diploma accademico Nearco Pisaurico.

Intanto nel 1794 un altro nostro egregio concittadino pubblicava un’erudita operetta intitolata Il Tempio d’Iside e di Serapide. A questa volle rispondere il Roscitano con un’altra scrittura non meno erudita, che divise in due Dissertazioni; ed intitolatala modesta-