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sero annualmente ed in perpetuo maritare un’orfana colla dote di ducati 50.
Nel 1586 Nino Logoteta sopraddotò di ducati duecento il suo altare e Cappella che avea nella Chiesa de’ Gesuiti, sotto il titolo del SS. Crocifisso: ed il Sacerdote Giovanni Nicola Spanò, facendo testamento nel 1613, lasciò a medesimi Padri metà della sua pingue eredità; ed avendo in detta chiesa la sua Cappella gentilizia da lui eretta sotto il titolo di S. Ignazio, dichiarò esser sua volontà che questa restasse a’ Gesuiti con tutte le rendite già costituitele da lui.
Durò prosperamente in Reggio la Compagnia di Gesù sino alla sua soppressione, avvenuta nel 1767 per sovrano ordine, come dicemmo nell’ottavo Libro della Storia nostra.
Monasteri.
Monastero di Santa Maria della Vittoria (1584). Nel decimosesto secolo noveravansi in Reggio sei Monasteri, cioè di S. Matteo, di Santi Quaranta (Quadraginta Martyrum), di S. Maria di Ganzerina, della SS. Trinità, di S. Andrea di Mallamaci, e di S. Basilio. Da S. Maria di Ganzerina in fuori, ch’era della regola di S. Benedetto, gli altri cinque seguivano l’ordine di S. Basilio. Ma questi Monasteri, a cagione delle ingiurie del tempo, delle devastazioni guerresche, e degl’incendii de’ Musulmani invasori, si erano ridotti a tale stremo, che circa il 1580 in quello di S. Matteo non si contavano che quattro monache; una in quello di Santi Quaranta; quattro in quello di S. Basilio, due nell’altro di S. Andrea, e quattro in quello di S. Maria di Ganzerina. Al che ponendo mente Monsignor dal Fosso, di accordo co’ sindaci, e con molti nobili cittadini di Reggio, fece istanza a Papa Gregorio XIII chei sei monasteri di Reggio si riunissero, e ne formassero un solo di maggior grandezza e capacità sotto la regola di S. Benedetto. A ciò aderì il Pontefice con Breve dato da Roma a’ 16 agosto del 1584; e così la desiderata unione ebbe effetto; e sulle prime le monache ch’erano sparse per que’ chiostri furon tutte raccolte in quello di S. Matteo, con tutte le rendite e suppellettili che vi furono trovate. Dopo tale unione si pensò alla costruzione del novello Monastero; ed a’ quattro di novembre del 1586 fu benedetta la Croce, e recata processionalmente al luogo, ove fu determinato innalzarsi il nuovo edifizio. Questa fu ivi piantata dal Vicario generale Giovanni Mengozio, e v’intervennero alla solennità (come scrive il Tegani) Fratres Conventuum omnium, Illmus Prorex, Auditores Provinciae, et Magistratus ci-