Pagina:Specchio di vera penitenza.djvu/269

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capitolo secondo. 241

sare e credere d’essere disutile a ogni cosa e indegno; ed è contrario al settimo grado della superbia, che si chiama prosunzione, per la quale altri si riputa sofficiente e degno a maggiori cose. L’ottavo grado della umilità si è: confessare i peccati; ed è contrario all’ottavo grado della superbia, ch’è difendere i peccati. Il nono grado della umiltà si è: nelle cose aspre e dure abbracciare la penitenzia;1 ed è contrario al nono grado della superbia, che è confessare il peccato non sinceramente e semplicemente, ma a malizia, per iscampare della pena debita per lo peccato, escusandosi quando è ripreso nella confessione. Il decimo grado d’umilità si è: obbedienzia; ed è contrario al decimo grado della superbia, ch’è ribellione, per la quale altri è contumace e disubidiente a’ suoi maggiori. L’undecimo grado della umilità si è: che la persona non si diletti a fare la propia volontade; ed è contrario all’undecimo grado della superbia, che si chiama libertade, per la quale l’uomo vuole potere fare tutto ciò che gli viene voglia.2 Il dodecimo grado della umilità si è: il timore di Dio; ed è contrario al dodecimo grado della superbia, che è l’usanza del peccare, per la quale altri spregia Iddio e’ suoi comandamenti. E come questi dodici gradi comprendono sofficientemente ogni umilità che dee essere nell’affetto e nello ’ntelletto dentro, e ancora negli atti e ne’ sembianti di fuori, san Tommaso sottilmente lo dimostra e pruova nella Somma sua, e in questo nostro Trattato fatto in latino istesamente si scrive; dove si pongono certe distinzioni de’ gradi dell’umiltà, dati3 da santo Anselmo e da Cassiano nelle Collazioni, le quali qui non si scrivono, e per dire brieve, e perché si riducono a’ predetti dodici gradi di san Benedetto, se sottilmente si considerano.

  1. Ci basta avvertire che questa parola, troppo bene, secondo noi, rispondente a quelle che vengono appreso, si legge solo nel nostro Codice, avendo tutte le stampe: pazienza.
  2. Così nel Testo a penna; e negli impressi: 25 che gli viene di voglia; 85: di che gli vien voglia; 95: che gli viene di voglia.
  3. Ediz. 25: date.
passavanti. 21