Pagina:Specchio di vera penitenza.djvu/351

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trattato della scienza. 323

branca,1 dicono le femmine ch’è segno ch’e’ dee piovere; e quando il galla canta più tosto che non suole, è segno di mutazione di tempo. Queste cotali cose osservare e tenervi mente, non è peccato veruno. Ma chi volesse, pel cantare del gallo, o per lo abbaiare del cane, o pel cantare del corbo o del barbagianni o dell’assiuolo in sul comignolo della casa, o per qualunche movimento di uccello o d’altro animale, auguriare pronosticando2 se lo ’nfermo dovesse morire o guarire, o quanto tempo la persona dovesse vivere (come disse quella vecchia, che avea ancora a vivere cinque anni, imperò ch’avea udito cantare il cuculo3 il dì di calen’ di maggio cinque volte; onde non si volle confessare, e così morì sanza confessione); questo sarebbe grave peccato, con osservanzia inlecita e vietata. Quel medesimo si dee tenere di certi accidenti che ’ntervengono alla persona, i quali non si debbono osservare né porvi mente: come se nell’uscire dell’uscio la mattina, la persona starnutisse pure una volta, chè dicono alquanti vani osservatori, che si debbia tornare addietro; o se si trovasse messa la calza o la camicia a rovescio, creda che tutte le cose di quel dì gli vadano a ritroso; e se gli venisse messo il piè manco innanzi al ritto, o se incispicasse o cadesse, non debba andare più innanzi. E tutte quelle cose delle quali non è ragione naturale per che così debba essere o intervenire, non si debbono osservare né credere; ch’elle sono oppenioni false e vane, e sônci rimase del paganesmo,4 o introdotte dalla falsa dottrina del dimonio. Del gittare delle sorte, dicono i Santi che in certi casi non è lecito, anzi è vietato per lo Decreto: come sarebbe chi volesse sapere per sorte

  1. Ediz. 95: si liscia colla zampa.
  2. Cioè prenunziando è aggiunta oziosa del Manoscritto.
  3. Cuculio, nelle due stampe più antiche.
  4. Così, non solo in questo luogo, ma ancora in due altri del seguente Trattato de' sogni, il Codice nostro. Gli Accademici del 25 aprirono, quanto a sè, l'adito alla voce non ammessa finora: paganismo.