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| 334 | trattato de' sogni. |
Del corallo dicono ch’è buono contro alle inlusioni e le paure che fa il demonio; onde scrivono:
Umbras doemoniacas, ac thessala cuncta repellit
Simile dicono di certe altre pietre preziose, come del crisolito e del ceraunio;[1] de’ quali scrivono:
Et dulces somnos et dulcia somnia proestat,
Contra nocturnos fortis tutela timores.
Il contrario scrivono d’un’altra pietra che si chiama onice; della quale dicono:
In somno lemures et tristia cuncta figurat;
Multiplicat lites et commovet undique rixas.
Dicono che quella cotale pietra fa sognare ombre, e cose paurose e triste, e è cagione di lite e di brighe. Di più altre pietre scrivono com’ell’hanno virtù a fare avere buoni e veri sogni; come del calcidonio, e dell’elitropia, e del chelonite, e del ierakite.[2] Della magnete, cioè della calamita, scrivono, tra l’altre sue virtù, che chi vuole sapere se la moglie l’è leale, póngale uno pezzo di calamita sotto il capo quand’ella dorme; e s’ella sarà adultera e sleale, non potrà sofferire la virtù della pietra, ma, come sospinta, caderà a terra del letto. Se ciò fosse vero, i mariti gelosi la doverebbono tenere cara. Che la calamita da un parte tragga il ferro e dall’altra il cacci da sé, questo è bene veduto e provato; ma ch’ella tragga la donna casta verso il marito o cacci la non casta, questo
- ↑ A malgrado di quanti in questa fatica mi precedettero, e del copista delle Murate, ho riposto qui la parola latina e di Crusca e doppiamente classica ceraunio, non trovando argomento alcuno per salvare o difendere la comune lezione: ceraumo.
- ↑ La Crusca non registrò questo nome, che il Salviati scriveva ieraite, l'antica stampa ieralute, un Manoscritto ieracute, un altro geraiete, ed il nostro ieralucie. Credo doversi intendere la hueracites di Plinio.