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A primo aspetto, Maria sembrò rimettersi. La distrazione della vita cittadina le faceva bene. Il nuovo medico dava il male per bell’e vinto. Tuttavia lei era sempre magra e pallida.

Era di carnevale e il medico ordinò qualche distrazione piú forte; secondo lui, non era vero che i balli facessero male alle donne, anzi era come la luce del sole di cui tutte avevano bisogno.

Riccardo si lasciò persuadere a condurre sua moglie nelle società.

Quella nuova vita del resto non gli dispiaceva. Aveva tutto l’incanto delle cose nuove per lui, e ciò gliene faceva dimenticare le noie. Quelle tremende noie contro le quali aveva giá tanto declamato una volta. E poi, bisogna dire, c’erano amici che non aveva piú veduti da anni, e vecchie conoscenze che lo festeggiavano e gli facevano passar presto il tempo.

Una sera erano in casa Celaschi. Maria, piú bella che mai. La malattia le dava un incanto speciale. Era corteggiata e festeggiata. Pareva una fanciulla nella sua veste turchina, coi bei capelli biondi e gli occhi celesti, sfavillanti di quella luce misteriosa che sembra venir dal cielo, e si vede qualche volta in chi è vicino a morire.