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E veramente c’era di che.

Quella mattina aveva parlato la prima volta con Irma. Si erano trovati a salire le scale assieme: lui imbarazzato come un collegiale, lei fianca, piena di brio e di fascino. Andava in scena quella sera con la Lucia.

Naturalmente le fece qualche complimento. Allora lei gli chiese notizia della salute di sua moglie, e poichè erano davanti all’uscio di casa sua lo invitò a entrare un momento. Lui avrebbe voluto rifiutare, ma lì per lì non sapeva trovar termini. E poi come doveva fare a parlare mentre non pensava altro che ad ascoltarla, e lei lo guardava tra commossa e stupita, con certi occhi che scompigliavano tutte le sue idee?

In quei momenti di distrazione ripensava a tutte le cose gentili che quella bellissima donna gli aveva dette, e alla figura di stupido che doveva averci fatto. E poi pensava che quella sera avrebbe cantato, che una folla immensa sarebbe stata là ad ascoltarla in delirio, e che lui, lui solo non poteva andarci. Glielo aveva detto almeno quanto gli dispiaceva di non ci poter andare? Ah, sì. E, anzi, lei gli aveva risposto che per compensarlo il giorno dopo avrebbe cantati i pezzi piú applauditi, per lui solo,