Pagina:Statistica morale.djvu/37

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Stato, ed è il tributo del delitto! — Ogni anno, con divarj comparativamente leggieri, si ripetono gli stessi fatti morali, presso a poco collo stesso ordine, talvolta fino nell’ultime particolarità, precisamente come se una legge arcana e fatale ne intimasse il compimento. I fenomeni più comuni del mondo fisico nulla hanno, fra certi limiti, di più regolare ed esatto; la temperatura media presenta spesso da anno ad anno dei divarj più risentiti della proporzione dei matrimonj e di quella de’ crimini; in un paese vasto, come per es. la Francia, il suicidio si ripete all’incirca nella stessa cifra proporzionale, a seconda dei sessi, delle stagioni, delle ore del giorno; gli stromenti anch’essi mostrano rimanere, nella relativa loro proporzione, presso a poco i medesimi. — Non già che non siavi variazione e movimento progressivo in uno od altro senso (lo si è pocanzi avvertito riguardo alla criminalità in Francia, e in ciò sta una differenza capitale coi fenomeni del mondo fisico, i quali hanno solitamente uno stato medio assoluto, oppure non variano in esso che lentissimamente); ma questo movimento pure si opera per lo più e, ad eccezione di straordinarie influenze e perturbazioni, solo grado grado, senza brusche variazioni, con certa regolarità. — In ultima analisi l'individuo parrebbe andar assorto affatto nella massa, e la libertà di determinazione, il libero arbitrio svanire.

Ora se un tale risultamento poté essere accarezzato più o meno apertamente da qualche scrittore, di cui mostrava a primo aspetto favorir il sistema, arieggiante in vario modo di fatalismo, si comprende invece la viva apprensione di altri intelletti più delicati, e la loro preoccupazione a fine di presentare in tutta la sua integrità il principio supremo della libertà morale; e Quetelet e Guerry sono an-