Pagina:Statistica morale.djvu/5

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gusti limiti, e che essi possono essere assoggettati, come quelli dell’ordine materiale, all’osservazione diretta e numerica.» ― Quetelet dal canto proprio aveva fatto la stessa avvertenza nelle sue Ricerche sulla propensione al crimine, pubblicate l’anno innanzi, e la veniva poscia formulando in modo il più preciso nella principale sua opera Sull’uomo e lo sviluppo delle sue facoltà, o Saggio di fisica sociale. «Tutte le osservazioni, scriveva egli, tendono a confermare la verità di questa proposizione che io ho enunciata già da lungo tempo, vale a dire, che ciò che si riferisce alla specie considerata in massa è nell’ordine dei fatti fisici; più il numero degli individui è grande, e più la volontà individuale cancellasi e lascia predominare la serie dei fatti generali, che dipendono dalle cause secondo cui esiste e si conserva la società.»1

Tal è il principio a cui sono essenzialmente raccomandate le ricerche di statistica morale; pel momento io mi limito semplicemente a constatarlo, usando le espressioni stesse di quelli che mostrano averlo per primi avvertito ed esposto.

Dallo studio della Francia il Guerry passava a quello dell’Inghilterra, la quale nel 1834 aveva riordinato sul modello francese le proprie statistiche penali, e poteva offrire per questo ed altri elementi morali il più largo o rigoglioso campo d’indagine, ed essere singolarmente feconda di comparazioni. Una statistica morale dell’Inghilterra comparata a quella della Francia, nella quale fossero ritratti e figu-

  1. Sur l’homme et le développement de ses facultés, ou Essai de Physique sociale. Parigi, 1835, Bruxelles, 1836. Lib. III, cap. III, 6. E così pure all’introduzione, dove l’autore cita a questo proposito altri suoi scritti di data anteriore, fra cui le sue Recherches statistiques, etc. del 1829. Dell’ordine dei fatti fisici: vuol dire per la regolarità.