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| CAPO XI. | 233 |
premo magistrato[1]: così in tutte cose appariscono ne’ Volsci costumi, riti, e religioni conformi a quelle degli altri popoli originari della contrada.
L’alto paese dei Volsci conteneva il nerbo della unione potentissima d’uomini fautori della repubblica, infino a tanto che l’universal moltitudine crebbe libera in quel paese fedele a’ suoi, semplice ed operoso[2]. La loro lega si componeva di molte città maggiori, fra le quali Velletri, detta dai paesani Velestrum[3]: indi Cora, Norba e Segni, delle cui fortissime mura durano ancora considerabili avanzi[4]: la volsca Sulmona, ov’è oggidì Sermoneta; e in sul giogo de’ monti Sezze e Priverno[5]: Fronteggiavano i Latini, al par che gli Equi e gli Ernici, Coriole, Verrugine[6], Ecetra e Frosinone la guerriera. In sul Liri sedeva Sora e Fregelle, la qual reggeva altri popoli sotto sua custodia[7]: ed alla sinistra di quel
- ↑ medix. tvticv: come nella lamina Borgiana.
- ↑ Tota denique nostra illa aspera et montuosa, et fidelis, et simplex, et fautrix suorum regio. Cicer. pro Cn. Plancio, 9.
- ↑ Vedi la lamina volsca soprammentovata scritta alla latina.
- ↑ Vedi i monumenti tav. xiii.; Piranesi Antich. di Cora p. 3. e le tav. i. ii. iii. degli Annali di corris. archeologica per l’anno 1829.
- ↑ Sulla topografia e le altezze principali de’ monti volsci vedi De Prony, descript. hydr. et hist. des Marais Pontius. Norba o Norma ha 431 metri sopra il livello del mare: Cori 430 ec. idem p. 124.
- ↑ Verrugo: verruca: appellativo (osco?) denotante siti aspri e forti. Cato in orig. ap. Gell. iii. 7.; Non. ii. 909.
- ↑ Strabo v. p. 164.