Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/361

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CAPO XV. 301

maraviglia alla delicatezza del nostro secolo. La gagliardia ed il valore della persona, reputali anticamente vera forza e decoro degli stati, erano per coloro lo scopo fondamentale degli ordini legislativi, mediante quell’arte, a noi sconosciuta, di forniarc i corpi robusti al pari degli animi. Esagerava tuttavia Trogo, o Giustino con la sua snervata rettorica guasta il racconto, dando a credere che i figliuoli de’ Lucani, messi fuori delle case paterne, s\ìlIevavano in tra le selve a cacciare e saettare, con tutti gli stenli e disagi di durissima vita silvestre1. Pure l’affetto della patria, passione sempre bella benché rade volto moderata, aveva prodotto una razza d’uomini che parve superasse le forze istesse della natura: e sì l’educazione, come le leggi, fortificavano que’ coraggiosi sentimenti ponendo l’ozio vile e la mollezza tra i capitali delitti2. La natura stessa delle dimore alpine poteva grandemente nel loro carattere morale. Le montagne delle Calabrie ton oggidì, come in allora, l’albergo degli orsi3 e delle fiere: e qui sotto il grosso vestiario, le inculte maniere e gli aspri suoni dei pastori calabresi, tu trovi insieme a gagliardia rozza onestà, e quelle maniere ospitali, che rendean benevoli i Calabri antichi ed i Lucani: ma, sono ancora in bocca loro tremende e sublimi, a chi l’udì, le frasi

  1. Justin. xxiii. 1.
  2. Nic. Damasc. ap. Stob. serm. 42. p. 291.
  3. Lucanus ursus. Martial. de spectac. ep. 8. et Ovid. in Halieut. V. 57.