Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. II.djvu/261

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CAPO XXV. 255

estinto, gli rendevano atto di riverenza e d’ossequio, augurando al benvoluto le sedie ripiene di vita eterna degli eroi: con gli altri miti puramente divini, dove bene spesso stanno congregate insieme deità tutelari o della famiglia, o del luogo, s’addimandava di la pace all’anima e riposo nel soggiorno dei beati. Così pure i molti vasi, in cui si veggono figurati ludi ginnastici ed equestri, anziché reali offerte di premio agli atleti, alludevano similmente sia al costume antico funerale dei giuochi, sia alla cura posta in vita nella virtù e nel valore dell’animo, sia ancora ai misteri: il tema religioso eroico e ginnastico si trova alle volte unito sopra un solo vaso1: benché non contrastiamo al fatto certo, che numero di tali stoviglie dipinte potessero, secondo costume, esser date in guiderdone di gare atletiche: anzi lo conferma l’aver trovato nei sepolcri stessi di Vulci pesi di piombo, dischi, ed altri strumenti della ginnastica2. La massima parte delle pitture e degli emblemi de’ vasi, giusta la prima intenzione religiosa, si riferiscono non pertanto più direttamente a Bacco ed a’ suoi misteri. Ora sotto figura divina, ora simbolica, quel potentissimo iddio e la sua compagna immortale vi sono istoriati come dettano i miti principali, e in tutte le forme dell’allegoria. Bambino nelle fasce, adulto in giovanil bellezza, d’età matura vecchio barbato, vi si mostra ognora insignito

  1. Gli esempi sono frequenti. Vedi tav. xcv.
  2. Vedi tav. cxiii. 5. 6.