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46 CAPO XX.

come le possessioni loro nella Corsica, e il genio marittimo della gente. Ma nulla sappiamo di più del modo per cui v’ebbero per un tempo in quelle marine emporio, commercio e padronanza. Pure nel nome degli Aesaronensi1, popolo sardo, abbiamo un vocabolo di certa origine etrusca; e la citta medesima di Feronia2 posta sul mare dirimpetto al lido tirreno, v’era sicuramente intitolata del nome d’una divinità tutrice dei Toschi. I Greci dell’Ionia, regnando Ciro, già conoscevano per racconti di navigatori la Sardegna qual isola grande e copiosa di tutto ciò, ch’è al vivere necessario3: per il che in rischiosi frangenti eglino trattarono anche più volte seco insieme di trasferirsi quivi a salvezza della comune libertà4. Pausania5, relatore di tutto quel che si diceva intorno la Sardegna, parla d’una colonia pretesa greca condottavi da Aristeo: d’un’altra colonia di Tespiadi sotto la scorta d’Iolao; e finalmente di profughi Troiani, che avrebbono dato l’essere e il nome agli Iolai, o altrimenti Iliensi. Ma queste novelle di mitologi e di genealogisti, già pienamente rifiutate dai critici6, non abbisognano d’ulteriore confutazione: benché sia dubbioso

  1. Αἰσαρωνηνσίοι. Ptolem. iii. 7: Aesaronensi derivativo di Aesar.
  2. Φηρωνία πόλις: tra Olbia e il fiume Cedrio. Ptolem. l. c.
  3. Herodot. i. 170., v. 107., vi. 2.; Pausan. iv. 13.
  4. Herodot. v. 124. 125.
  5. x. 17. Al dire di lui la Sardegna era pochissimo nota ai Greci, conf. Voss, Veltkunde p. x. 1.
  6. Cluver. Sard. ant. p. 484.; Bochart, Geogr. Sacr. p. 630.