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Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/49

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CAPITOLO I 41

ristampati, con l’aggiunta di altri inediti, dal dott. Carlo Frey nell’opera Die Loggia dei Lanzi zu Florenz, Berlin, 1885. Però fra quelli spettanti al Palazzo de’ Priori ve n’hanno altri che non ci hanno luogo.

(18) Op. cit., vol. ii, pag. 449.

(19) Illustrazione istorica del Palazzo della Signorìa detto in oggi il Palazzo Vecchio. Ragionamento di Modesto Rastrelli Socio della R. Accademia Fiorentina. Firenze 1792, presso Ant. Gius. Pagani e Comp., pag. 52.

(20) Op. cit., vol. ii, pag. 450.

(21) Op. cit., pag. 51.

(22) Op. cit., vol. ii, pag. 459.

(23) Op. cit., vol. ii, pag. 461.

(24) Op. cit., vol. ii, pag. 462.

(25) Op. cit., pag. 40.

(26) Op. cit., vol. ii, pag. 464.

(27) Op. cit., pag. 75.

(28) Op. cit., xi, lxvii.

(29) Da’ libri «Deliberazioni e stanziamenti dell’Opera del Duomo» ricaviamo queste notizie: 1395, 3 Febb. (s. c. 1396). Gli Operai di S. M. del Fiore — «Locaverunt Bindo Pieri Guarnerii orafo ad faciendum et dorandum leonem qui debet manere et stare super turrim palatii dominorum priorum cum infrascriptis pactis, etc.» Cioè che l’Opera dia l’oro e F. 30 per mano d’opera. — Vol. 38, c. 7, 18 «Providerunt quod lilius qui fieri debet pro ponendo in manum Leonis morantis sub (sic) turri palatii dominorum Priorum, sit floritus.» — C. 10, 26 «Bindo dicto pro auro cum quo dorabitur Leo qui morabitur super turrim Palatii etc. Fl. 90 — c. 11, 10 marzo «Locav. Bindo dicto ad faciendum lilium qui morabitur super stilo ferri in quo girat Leo qui manet super turrim.» — Il rame e ogni altra cosa usque ad doraturam, dev’essere a spese dell’artista — 50 libbre almeno, alto braccia 1 23 deve aver l’oro per dorarlo — c. 16, 21, 30.

(30) Luca Landucci. Diario Fiorentino dal 1450 al 1516, continuato da un anonimo fino al 1542, pubblicato sui codici della comunale di Siena e della Marucelliana, con annotazioni, da Jodoco Del Badia. In Firenze, G. C. Sansoni, 1883, pag. 345.

(31) I Cardinali che, non sconosciuti, come dice il Landucci, ma travestiti, vennero a vedere questa festa, furono sei a detta del Pitti e del Cambi. Quest’ultimo nomina anzi alcuni di essi dicendo che vi fu il nipote del Papa (Cibo) il Cardinale senese, un veneziano e il Bibbiena; e «tutti andavano fuori d’abito, vestiti di nero alla spagnola, colla spada allato e turati».

(32) La residenza del Tribunale della Mercanzia era in quel palazzo sulla Piazza dei Signori che fa cantonata alla via de’ Gondi; sul quale vedonsi anc’oggi scolpite le armi delle ventuna Arti fiorentine.

(33) B. Varchi, Ercolano, ediz. Rachaeli, pag. 42.

(34) Arch. Stat. Fior.; Provvigioni, xx, c. 2.t