Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/76

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suo punto di partenza, senza incontrare lungo il cammino altro ostacolo all’infuori dei fiumi che si gettano nel Caspio». E il geografo Edrisi così si esprime: «Il mare di Khozar è isolato, senza alcuna comunicazione cogli altri mari, a guisa di quanto era il Mediterraneo prima che Alessandro giungesse nell’Andalusia e facesse dai suoi ingegneri scavare il canale Zakak (lo stretto delle Colonne d’Ercole o di Gibilterra). Il Caspio è alquanto più lungo da occidente ad oriente che non da settentrione a mezzodì: il rapporto dei due assi è come quello di 4 a 3». Ma nella carta di Edrisi il rapporto è invertito, vale a dire l’asse meridiano è più sviluppato dell’equatoriale.

Delle diciannove carte che accompagnano il Libro dei climi di Istachry, la diciottesima rappresenta il lago di Charezm (lago di Aral), il quale riceve le acque dell’Oxus (Wadi Dijhun, Amudaria). Il perimetro del lago è dato dal geografo in cento parasanghe. Malgrado il gran numero di affluenti, tra cui il Dijhun ed il Chaje (Syrdaria), la massa delle acque del lago di Charesm non va soggetta ad aumento: si suppone, aggiunge Istachry, che esista una comunicazione tra esso ed il mare di Khozar (Mar Caspio). Nelle quali parole è chiaramente indicata l’indipendenza tra i due bacini lacustri dell’Asia centro-occidentale. E come un bacino isolato, indipendente dal Caspio, ed alimentato dalle acque dell’Amudaria e del Syrdaria, è descritto il lago di Aral da tutti i geografi arabi, tra cui specialmente Massudi, di poco posteriore a Istachry; Edrisi e Abulfeda.

22. Europa — Astrazione fatta da alcune parti della regione italiana e dalla penisola spagnuola, che gli Arabi conobbero per le loro conquiste, dalla Francia e dalla Gran Bretagna, di cui potevano avere alcuna notizia sia dagli scritti dei geografi greci e romani e da quelli latini del Medio Evo, sia dalle relazioni di viaggiatori loro connazionali, tra cui Edrisi, convien dire che la geografia degli Arabi è estremamente povera di nozioni precise sulla nostra parte del mondo. Che il loro commercio si estendesse dal Turchestan e dalla Persia sino alle rive del Baltico ed alla Scandinavia, è provato dalle molte mo-