Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/132

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tempo e semplice e chiaro, come dice Fozio113, ma a grande nostro danno quindici soli ce ne sono rimasti. Egli è vero, che nella Storia Greca e più ancora nella Romana egli ha commessi non pochi né leggieri errori. Ma in ciò, che alla sua patria appartiene, non lascia egli di esser tenuto in conto di accurato e colto Scrittore. E così certo doveva essere; perciocché nella Prefazione alla sua Storia egli racconta di avere a bella posta viaggiato per gran parte dell’Asia e dell’Europa e nell’Egitto ancora per iscrivere con fondamento le cose, che toccar doveva nella sua Storia; e leggendo questa si vede, quanti Autori avesse egli avuti tralle mani, e diligentemente esaminati. Quindi a ragione dice il Fabricio114, pochi Scrittori avervi, da’ quali sì gran luce a fissar l’ordin de’ tempi, e la serie degli avvenimenti si possa trarre, quanta da Diodoro, benché la minor parte solo della sua opera sia a noi pervenuta. XXVI. La Mitologia per ultimo, o sia la Storia della favolose divinità, fu da’ Siciliani illustrata, ed Evemero di Messina forse prima di ogni altro ne scrisse un libro, che poi fu da Ennio recato in latino. Ne abbiamo un certo testimonio in Lattanzio. Evemero, egli dice115 , autore antico, che per patria ebbe Messina, raccolse le cose operate da Giove e dagli altri, che son creduti Dei, da’ titoli e dalle iscrizioni sacre, che ne’ più antichi Tempj trovavansi, e ne formò una Storia, usando singolarmente del Tempio di Giove Trifilio, ove l’iscrizione indicava, da Giove medesimo essere stata innalzata una colonna d’oro, in cui le imprese sue avea egli stesso descritte, perché memoria a’ posteri ne rimanesse. Questa Storia fu da Ennio tradotta e continuata ec. Così Lattanzio, il quale poscia alcuni passi allega di tale Storia. Io so, che altri altra patria danno ad Evemero, ma penso, che in tanta lontananza di tempi ogni opinione abbia la stessa forza.116




XXVIL m 00 rnrorno< a rum quefti e più altri km nel fuo Opufcolò .― Dr Scriptoribur Scrittori , che nella Magna Grecia * Gr.ccis patria Siculi* pubblicato― già da£ nella Sicilia, fioiirona in quefti tempi, Maurolico, poi dal Fabricio r e pifi remote notizie ci ha dat<r CoftantinoLa― centemente dall’Ab. Zaccaria. ( Bttlhu ì 5 ib l― n ― LXr ― C3) De falf* Relig, lib. E a Xk W BibL Graie, t. U.p. 77*. Digitized by Google