Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/139

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100 Storia della Letteratura Italiana.


Le quali parole ci mostrano, che Demofilo Siciliano fu in fama di eccellente pittore, poiché era opinione di molti, che avesse avuto Zeusi a discepolo. Sappiamo inoltre da Cicerone, da Plinio, e da altri antichi Scrittori, che Crotone nella Magna Grecia, Agrigento nella Sicilia, ed altre Città dell’una e dell’altra Provincia chiamaron Zeusi, perché di sue pitture le abbellisse. Or noi veggiam bensì sovente i Professori delle belle Arti, cioè della Scultura e della Pittura, passati dall’Italia o dalla Sicilia in Grecia a esercitarvi le arti loro, chiamati tal volta a gran prezzo da que’ popoli, ma non so se così facilmente a questi tempi troverannosi Greci venuti per lo stesso fine in Italia. Queste riflessioni indussero, benché con qualche dubitazione, il P. Harduino, e indurranno, io penso, ogni prudente esaminatore a credere non affatto improbabile, che Zeusi nativo fosse di quella Eraclea, che era vicina a Crotone nella Magna Grecia. Quæ porro, dice il citato Autore nelle note all’allegato passo di Plinio, ea Heraclea sit, in tanta cognominum urbium multitudine, quæ præclaris illius monumentis atque picturis gloriantur ex æquo, statuere haud in promptu est. Crotoniatis operam suam cum navasse Zeuxis a Tullio dicatur (lib. II de Invent.), sit autem Heraclea in eodem tractu Crotoni vicina, haud scio, an suspicari liceat oriundum ex ea fuisse. Ma ancorché si provasse, che Zeusi non italiano fosse ma Greco, il sapere, ch’ei fu condotto a gran prezzo a dipingere in Italia, che Demofilo Siciliano fu creduto da molti di lui Maestro, che un Silaso da Reggio chiamato a dipingere nel Peloponneso133 , e che la Pittura fu sempre in gran pregio e nella Sicilia e nella Magna Grecia, basta a conchiudere con fondamento, che quest’arte ancora ebbe in queste Provincie illustri e felici coltivatori.

XXXIII. Parrà forse strano ad alcuno, che parlando del fiorir che fecero tra’ Siciliani le belle arti, niuna menzione io abbia fatta di Dedalo, del qual si dice, che fuggendo da Atene prima e poi da Creta si rifugiasse in Sicilia presso il Re Cocalo, e che ivi nella Scultura singolarmente facesse opere maravigliose. Questo è in fatti ciò, che di lui raccontano Diodoro Siculo, Plinio, Pausani ed altri antichi Scrittori, i cui detti