Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/210

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Parte III. Libro III. 171

[Suo stile, e poemi fatti a imitazione di esso.] V. Lucrezio si annovera a ragione tra' più eccellenti poeti. Vedesi in lui ancora qualche affumicato avanzo dell'antica rozzezza; ma l'eleganza, la grazia, la proprietà di espressione, che in lui trovasi comunemente, è singolare, e tanto più maravigliosa, quanto più difficile era l'argomento da lui preso a trattare. Quindi giustamente disse di lui Ovidio1:

Carmina divini tunc sunt moritura Lucreti,
Exitio terras cum dabit una dies.

E degno d'eterna memoria egli è ancora per questo, che a lui incerta guisa dobbiamo molti eccellenti poemi filosofici che in questi ultimi tempi a imitazione di Lucrezio sono stati composti, e due singolarmente che sembrano sopra gli altri saliti in pregio e in fama, l'uno fatto a impugnazion di Lucrezio, cioè l'Anti-Lucrezio del cardinale di Polignac, l'altro a imitazion dello stesso cioè la Filosofia Moderna del ch. monsig. Stay, il quale un sistema troppo migliore, cioé quello di Newton, preso avendo a spiegare in versi, ha fatto vedere fin dove possa giungere il valore di un poeta nello spargere di tutte le poetiche grazie le più spinose ed intralciate quistioni, e nel soggettare la poesia a tutta la precisione e la forza delle filosofiche prove e delle matematiche dimostrazioni.

[VI Traduzione fattane dal Marchetti.] VI. Moltissime son le edizioni che abbiam di Lucrezio, e molti son quelli che il poema ne hanno o illustrato con comenti, o nelle volgari lingue recato. Si posson veder tutti presso il Fabricio2. Noi ne accenneremo al fine di questo tomo le principali edizioni. Qui rammenterò solo l'elegantissima traduzione italiana fattane in versi sciolti da Alessandro Marchetti, a cui non credo che abbiano gli oltramontani a contrapporre la somigliante. L'ab. Lazzarini una severa critica ha pubblicato di questa celebre traduzione3 tacciandola qual meno esatta, e il traduttor riprendendo come non abbastanza versato nel sistema di Epicuro; anzi alcuni passi da se tradotti ci ha egli dati come migliori assai di que' del Marchetti.

  1. L. I. Amor. El. XV.
  2. loc. cit.
  3. Osservazioni sopra la Merope, &c.