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44 Storia della Letteratura Italiana.

citati, può vedere la Vita scrittane dal Dacier, e il libro De natura & constitutione Philosophiæ Italicæ seu Pythagoricæ di Giovanni Scheffer stampato in Upsal l’anno 1664 e gli estratti che di amendue ha dati il le Clerc1, e finalmente il Piano Teologico del Pittagorismo del P. Michele Mourgues della Compagnia di Gesù stampato in Tolosa l’anno 1712.

VIII.

Fama in cui era quella Scuola.

La fama, in cui era Pittagora, fu cagione, che molti a lui concorressero, o se ne facesser seguaci. Quindi anche lui morto la Filosofia Pittagorica si sostenne per alcun tempo in quella Provincia medesima, in cui avea avuto principio, e nelle vicine ancora si sparse, e singolarmente nella Sicilia. Piena di Pittagorici, dice Cicerone2, era una volta l’Italia, allor quando fioriva in essa la grande Grecia. E l’eruditissimo Giannalberto Fabricio presso a duecento Pittagorici vien nominando3, che in questo tratto d’Italia e nella Sicilia fiorirono, de’ quali si fa menzione negli antichi Scrittori. Anzi lo studio della Filosofia Pittagorica non si ristette fra gli uomini. Le donne ancora cominciarono fin da quel tempo in Italia a voler sapere di Filosofia, e alcune ne nomina il citato Fabricio4, delle quali ancora si può vedere il Menagio nella sua Storia delle Donne Filosofanti. Altri ampj Catalogi di Pittagorici Italiani si posson vedere nella Biblioteca Siciliana del Canonico Mongitore, nella Lucania dell’Antonini, nella Biblioteca Calabrese del Zavarroni, e in altre opere somiglianti; in alcune però delle quali io avrei voluto, che gli Autori per desiderio di stendere co’ Catalogi de’ loro Scrittori le glorie della lor patria molti non ne avessero annoverati, che da altre Provincie con più ragione si voglion loro.

IX.

Discepoli più illustri di Pittagora.

Ma di quelli almeno, che nel tenere pubblica scuola di Filosofia successori furono al loro illustre Maestro, vuolsi parlare con qualche maggior diligenza. Il diligente Bruckero il nome di tutti, e l’età, a cui vissero, ha laboriosamente raccolto5, come pure le sentenze e le opinioni loro, e in quali cose consentissero a Pittagora, in quali altre da lui discordassero. I più illustri tra essi furono Empedocle d’Agrigento ossia Girgenti in

  1. Bibl. Chois. t. X p. 159 e 181.
  2. De Orat. l. II n. 154.
  3. Bibl. Græc. t. I p. 490.
  4. Ib. p. 514.
  5. Loc. cit. pag. 1101 &c.