Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/38

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 28 ―

materna, l’uso moderno, in opposizione al latino. Egli vi gittò dentro tutto l’entusiasmo di una mente educata dalla filosofia alle più alte speculazioni, e commossa dai miracoli dell’astronomia e dalle scienze naturali. E il mondo nuovo della scienza, che si rivela con le sue fresche impressioni nella sua canzone sulla natura dell’amore. In generale, le poesie de’ trovatori sono una filza di concetti addossati gli uni agli altri senza sviluppo. Qui non ci è che un solo concetto, ed è il luogo comune de’ trovatori espresso nel celebre verso:

Amore e cor gentil sono una cosa.

Ma questo concetto diviene tutto un mondo innanzi a Guido, e si mostra ne’ più nuovi aspetti. Risorge l’immaginazione, e attinge le sue immagini non da’ romanzi di cavalleria, ma dalla fisica, dall’astronomia, da’ più bei fenomeni della natura, con la compiacenza, con la voluttà e l’abbondanza di chi addita e spiega le sue scoperte. I paragoni si accavallano, s’incalzano, ti par di essere in un mondo incantato, e passi di maraviglia in maraviglia. Citerò alcuni brani:

Al cor gentil ripara sempre amore,
     Siccome augello in selva alla verdura;
     Nè fe’ amore anti che gentil core,
     Nè gentil core anti che amor, Natura.
     Che adesso com’fu il Sole,
     Sì tosto fue lo splendor lucente,
     Nè fu davanti al Sole.
     E prende amore in gentilezza loco
     Così propriamente,
     Come il calore in chiarità di foco.
Foco d’amore in gentil cor s’apprende
     Come virtude in pietra preziosa:
     Chè dalla stella valor non discende,
     Anzi che il sol la faccia gentil cosa.