Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/302

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292 storia

Il 23 marzo dell’anno 1848 il circolo romano prese la iniziativa della compilazione di tre indirizzi al Santo Padre affine di ottenere col

1° La mobilizzazione delle truppe, col

2° La riforma dello statuto costituzionale, e col

3° La proposta di accettare la presidenza della Dieta italiana.1

Il 29 di marzo si associò il circolo romano agli altri circoli o casini dì Roma per esporre la situazione del paese e chiedere, a scanso di ulteriori inconvenienti, l’allontanamento dei Gesuiti.2

11 5 aprile figurò nella processione imponentissima che recossi a san Pietro per cantarvi il Te Deum in rendimento di grazie per il ritrovato busto di sant’Andrea. Associandosi il circolo a queste pompe maestose, darsi voleva l’aria di corpo che in certo modo rappresentava il paese.3

Circa il 20 di aprile essendosi conosciuto lo sconfinamento delle truppe regolari pontificie e dei volontari, incominciarono nel circolo romano le discussioni per ispingere il papa a dichiarar la guerra all’Austria; le quali discussioni non solo non fecer raggiungere lo scopo, ma indussero il Santo Padre a pubblicare la famosa allocuzione del 29 del detto mese.

Si elessero inoltre nel seno del circolo romano alcuni deputati per presentare al ministro Recchi i voti del medesimo onde adottare la emissione dei buoni del tesoro ipotecati sui beni ecclesiastici, e così sopperire ai bisogni pressanti dell’erario.

Il 28 aprile, formatosi in Roma un comitato di guerra, il circolo romano delegò due dei suoi membri non romani per rappresentarlo, e furono


  1. Vedi la Pallade, n. 200, o l’Epoca del 24 mano 1848.
  2. Vedi il vol. IV. Documenti, n. 131. — Vedi la Pallade del 29 marzo e l’Epoca di detto giorno.
  3. Vedi la Gazzetta di Roma del 6 aprile 1848. — Vedi la Pallade del detto giorno.