Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/474

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guardavano a Roma con allegra speranza; nè mai parve così vicina ad avverarci la profezia evangelica: saranno un solo ovile e un solo pastore, come in quei giorni in cui gli ambasciatori della democratica America e dell’ autocratico Oriente si scontravano sulle scale del Quirinale a dare il mirallegro a Pio IX. Allora Pietro Giordani, Capaneo dell’ateismo italiano, il quale non poteva parlar dì preti senza l’antifona: son tutti a un modo, levò alle stelle quel miracolo di Papa, com’egli chiamava Pio IX: allora Chekib-Effendi ambasciatore turco andava per le vie di Roma col ritratto di Pio IX pendente sul petto, e di tempo in tempo se lo baciava come sembianza diletta, e baciandolo gli cascavan dagli occhi i goccioloni dalla tenerezza.»

Alla pagina ottava parlando dell’elogio di O’ Connell fatto dal padre Ventura in sant’Andrea della Valle, dice:

«Luigi Masi, e altri di quelli agitatori amorosi ch’erano lì alla predica (in sant’Andrea della Valle), non intesero a sordo: e schizzarono fuori di chiesa ripetendo le parole del frate (padre Ventura), e in quattro e quattr’ otto fogli clandestini, petizioni, deputazioni sonarono a doppio per chiedere la guardia civica, nè il papa stentò a darla, e il Gizzi fece il diavolo e la versiera per impedirlo, e non avendola potuta spuntare, e vedendo andare le cose alla rovescia de’ suoi disegni, piantò lì il baccellaio, e uscito di segreteria di stato, diceva plagas di Pio IX, che chiamò a succedergli il cardinale Gabriele Ferretti

» Le armi ai cittadini erano decretate: tuttavia per la mala volontà degl’impiegati, chi sa quando realmente il popolo le avrebbe avute, se non se le fosse prese da sè. Fu proprio per un colpo di Provvidenza che la guardia civica romana andò su più presto che nessuno pensava.»

Questo linguaggio del Montanelli equivale ad un confiteor della rivoluzione, perchè ci dice con tal chiarezza