Pagina:Storia della rivoluzione piemontese del 1821 (Santarosa).djvu/134

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La condotta di questi ultimi, e le irreparabili conseguenze che ne derivarono, furono nuova conferma di antico assioma dei nostri padri: — dovere ogni ottimo cittadino, nelle civili discordie, abbracciare ad ogni costo ed animosamente un partito. —

S’era intenzione dell’armata di Novara non scostarsi da principii di una passiva ubbidienza e soggiogare al potere regio una fazione colpevole a’ suoi sguardi, essa doveva coraggiosamente attaccarla e prevenire in certo modo con manifestarne il desiderio, la risoluzione del capo. Soldati di Novara! una fazione, come la si dipingeva a voi, condannata dal senno della nazione, abbandonata dal popolo, qual riguardo poteva ella meritare? Qual timore incutervi? Egli è calpestandola che vi sareste acquistata una specie di gloria agli occhi dell’uno dei partiti che dividevano l’Europa, egli è in tal modo che avreste restituito la pace al vostro paese. Ma voi rabbrividiste alla idea di guerra civile? Oh sì! lagrimevole caso è senza dubbio la guerra civile, ma assai men duro dello intromettersi lo straniero nelle cose nostre, di quello intervento che sfiora il carattere nazionale, minaccia se pure non istermina l’indipendenza di un paese, colpisce, in un detto, la vita della nazione ne’ suoi primi elementi, la forza e l’onore. Soldati di Novara, che avete a rispondere? Parlate voi loro generale, ve l’impongo, parlate: dite perchè con forze superiori di gran lunga d’artiglieria, maggiori di fanti, eguali all’incirca di cavalleria, all’avvicinarsi della truppa costituzionale, di questa truppa da voi riguardata come banda di ribelli, riprovata dall’opinione