Pagina:Storia della rivoluzione piemontese del 1821 (Santarosa).djvu/275

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eleggiamo e nominiamo Reggente dei nostri Stati il Principe Carlo Amadeo Alberto di Savoja, Principe di Carignano, Nostro amatissimo Cugino, conferendogli ogni Nostra autorità, per l’efficacia di questa stessa Nostra elezione e nomina di sua persona.

E con questo stesso atto di Nostra Regia e libera volontà, e avuto il parere dal Nostro Consiglio, Ci facciamo poscia a dichiarare:

Che dal dì 13 marzo corrente rinunciamo irrevocabilmente alla Corona, e cosi all’esercizio e ad ogni ragione di Sovranità a Noi competenti, tanto sugli Stati da Noi attualmente posseduti, quanto su quelli di cui per ragion di trattati o altrimenti Ci potesse spettare diritto di successione.

Che intendiamo bensì essere condizione sostanziale di questa Nostra rinuncia ognuna delle riserve seguenti, cioè:

1. Che conserviamo il titolo e dignità di Re, ed il trattamento come ne abbiamo goduto fin qui.

2. Che ne sarà pagata a quartieri anticipati la somma di annua vitalizia pensione di un milione di lire nuove di Piemonte, riservandoci inoltre la proprietà e disponibilità dei nostri beni mobili ed immobili, allodiali e patrimoniali.

3. Che sempre sarà libera per la nostra persona e famiglia la facoltà del luogo che più ci piacerà per nostra residenza.

4. Che sempre similmente ci sarà libera la scelta delle persone colle quali ne piacerà convivere o che ne piacerà ricevere o mantenere al servizio della nostra persona e della nostra famiglia.

5. Che in tutto e per tutti gli effetti s’intenderanno star fermi, e bisognando qui confermati gli atti passati già dianzi a favore della Regina Maria Teresa d’Austria