Pagina:Storia della rivoluzione piemontese del 1821 (Santarosa).djvu/280

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nale d’accordo con Sua Maestà il Re ulteriormente determinate. Giuro altresì di essere fedele al Re Carlo Felice, così Iddio m’aiuti.

Del quale giuramento la Giunta Provvisoria ha dato atto a Sua Altezza, ed ha mandato inserirsi negli atti della stessa Giunta e deporsi poi ne’ registri del Parlamento Nazionale. — Marentini Canon. — Serra. — Giuseppe Maurizio. — Costa. — Piacenza. — Jano Consigliere di Stato. — Bruno Avvocato. — La Cisterna.


PROCLAMA

DI S. A. S. IL PRINCIPE REGGENTE ALLE R. ARMATE

Soldati!

Davanti la Giunta provvisoria, che tiene il luogo di Parlamento Nazionale, Io nella qualità di Reggente prestai il giuramento di fedeltà al Re Carlo Felice ed alla Costituzione. Soldati! L’onore e la fedeltà sono dove il Principe Reggente, quello stesso a cui il Re diede la sua autorità, vi dice che questi sentimenti esistono. Guardatevi dalle voci insidiose, che vi segnassero una diversa strada!

Voi serberete la fede e l’obbedienza che all’autorità Sovrana si dee. Voi custodirete e la gloria vostra e d’Italia, che ha fissi sopra voi gli sguardi. Vi mostrerete degni di un Governo che premia tutte le virtù egualmente, che v’apre il campo a tutti gli onori, a tutte le dignità. Le due estremità d’Italia congiunte in un solo spirito, a quale felicità, ed a qual grado di gloria non sospingeranno la nostra bella e troppo invidiata patria! Voi Ci manterrete, o soldati, il vanto di Nazione bellicosa, di fedele al suo Re ed alla Costituzione, e degna insieme di più alti destini.

Dato in Torino il 15 di marzo l’anno del Signore 1821.