Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/36

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basta che non abbia una toga da senatore; quasi che non avessimo delle statue senatorie di rinomati artisti della Grecia. Sovente si giudica dal nome; così v’è nella villa Borghese un gruppo, che dicesi Coriolano con sua madre, e su questa erronea denominazione dichiarasi opera dei tempi della repubblica1 , venendo perciò riputata men pregevole di quello che sia diffatti. E poichè ad una statua in marmo della villa medesima è stato dato il nome di Egizia, vi si vuol ritrovare lo stile egiziano nella testa2 di bronzo, che n’è ben lontana; ed è altronde, come le mani e i piedi dello stesso metallo, opera del Bernini. Questo si chiama formar l’architettura sulla fabbrica. Così mal fondata è la denominazione del preteso Papirio con sua madre nella villa Lodovisj3, ove du Bos trova sul viso del giovanetto un arguto riso, di cui non v’è nemmeno l’idea4.

Nell’encomiare l’eccellenza d’una statua non basta usar di quella franchezza con cui Bernini5 giudicò esser Pasquino una delle più belle statue di Roma6; ma bisogna recar de’ fondamenti delle proprie asserzioni. Altrimenti potrà nello stesso modo spacciarsi come un prodigio dell’antica architettura la Meta sudante, che sta avanti al Colosseo.


Alcu-

    insieme per prova, che nell’esatto modello della testa del cavallo, custodito nell’Accademia di Francia, altro non vi si scorgea, che i crini. La vuole una civetta il Pinaroli al luogo citato dal nostro Autore; ma non altro vi riconosce, che un simbolo della saviezza di M. Aurelio. Lo Spettatore Inglese al luogo citato è quello, che vi crede la civetta, e la patria dello scultore simboleggiata nella medesima. Questa in Roma è una opinione di qualcuno del volgo, e anch’io l’ho intesa.

  1. Ficoroni Le vestig. e rar. di Roma ant. cap. 5. pag. 20.
  2. Maffei Stat. ant. num. 79.
  3. Id. num. 63.
  4. Reflex. sur la peint. & sur la poes. T. I. sect. 38. pag. 400.
  5. Baldinucci Vita di Bernini pag. 72., Bernini Vita del Cav. Bernini cap. 2. pag.13.
  6. Bernini, che pure è stato uno de’ primi valentuomini nelle belle arti, non ha sbagliato altrimenti. È questa una statua di greco scalpello degnissima, e molto antica, in marmo, che si chiama cipolla. Il dotto osservatore signor Abate Visconti proverà nella descrizione, che sta facendo del Museo Pio-Clementino, con ben forti ragioni, e direi quali dimostrazioni, mediante il confronto di una testa simile, e di altri frammenti di antichità trovati nella villa Adriana, che essa rappresenti Menelao, che tiene tra le braccia il cadavere di Patroclo ferito tra le spalle.