Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/190

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184 Storia dell’Arte presso i Greci

rono nel luogo stesso1. Si può anche fondare qualche congettura sulla durezza di lavoro che si scorge in quelle parti che fono veramente antiche, e che era propria d’Egesia2. In tal supposizione apparterrebbono quelle statue al più antico stile, avendo quello scultore probabilmente vissuto prima di Fidia3.

§. 23. Dell’arte di questi tempi fanno fede eziandio le monete di Gelone re di Siracusa, fra le quali una d’oro è delle più antiche monete di quello metallo a noi pervenute4. Non può determinarsi l’età delle monete ateniesi, ma basta lo stile del lavoro per confutare Arduino, secondo il quale non è stata da loro coniata nessuna moneta prima del re Filippo il Macedone; poichè abbiamo delle monete ateniesi d’un impronto mal disegnato ed informe. La più bella moneta d’Atene, che io abbia veduta, è un così detto quinario in oro, esistente nel museo Farnese a Napoli, e basta questa a confutar Bose, che pretende non esservi nessuna moneta ateniese in oro5. Il nome ΙΕΡΩΝ che leggesi sul petto d’un busto giovanile in Campidoglio6, creduto per ciò il busto di Jerone re di Siracusa, è indubitabilmente cosa recente.


  1. Ha già osservato il signor ab. Visconti Museo Pio-Clem. Tom. I. Tav. 7. pag. 73. n. b., che Winkelmann qui cade in due errori. Il 1. nel supporre i Dioscori di Egesia in marmo, quando Plinio loc. cit. li dice in bronzo. Il 2. nell’asserire che quelli del Campidoglio siano stati trovati nel luogo stesso, mentre abbiamo da Flaminio Vacca nelle sue Memorie, n. 52., che furono trovati nel Ghetto degli Ebrei. Ved. appresso al Lib. XI. Capo iiI. §. 14.
  2. Quint. Inst. Orat. lib. 12. cap. 10.
  3. Crederei che ciò si potesse dire con tutta sicurezza se riflettiamo, che Quintiliano, il quale fa loc. cit. la serie di varj artisti per far vedere come si è andato migliorando lo stile, per primi conta Calone ed Egesia, de’ quali dice, che i loro lavori erano dei più duri, e simili agli etruschi; quindi mette Calamide, i di cui lavori erano meno duri; e in ultimo Mirone, che si era distinto con una maniera più morbida. Duriora, & Tuscanicis proxima Colon, atque Egesias; jam minus rigida Calamis; molliora adhuc supradictis Myron fecit.
  4. Hard. Mém. de Trév. 1727. août, art. 72. pag. 1449.
  5. Reflex. sur les méd. de Crotone, Acad. des Inscript. Tom.I. Hist. pag. 235.
  6. Mus. Capitol. Tom. I. Tav. 33.

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