Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/232

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226 Storia dell’Arte presso i Greci

Parrasio, quelli furono che portarono la pittura ad un certo grado di perfezione1. Seusi e’l maestro suo Apollodoro erano stati i primi ad usare i lumi e le ombre2; anzi secondo Plinio, poco prima di quell’epoca, cioè nell’olimpiade xc.3, [... prezzo de’ suoi quadri.] la pittura avea, per così dire, appena presa una certa forma da poterli chiamare un’arte4. Panfilo può in qualche maniera paragonarsi al nostro Guido, non riguardo ai talenti pittorici, ma per la riputazione in cui furono amendue5. Guido, come ognun sa, fu il primo che tenne in prezzo i suoi quadri, laddove i suoi antecessori, e principalmente i Caracci, eran malissimo pagati. Agostino Caracci ebbe soli cinquanta scudi pel s. Girolamo che riceve il Viatico6, e con istento fu accordata la stessa somma al Domenichino per dipingere il medesimo soggetto7. Oggidì non v’è chi non ammiri questi due quadri, come due


capi


  1. Il signor Winkelmann dà la gloria a Panfilo, Eufranore, Seusi, Nicla, e Parrasio d’aver portata la pittura assai prosilma alla perfezione. Altri però, come Rollin Storia antica, Tom. XII. l. 22. c. 5. art. 2. p. 217. seq., ai nominati sostituiscono Paneno, fratello di Fidia, il quale dipinse la battaglia di Maratona, Plin. lib. 35. c. 8. sect. 34.; Polignoto, autore dei due famosi quadri da noi accennati di sopra pag. 69. n. 1., ed Apollodoro, il quale, al dir di Plinio lib. 35. c. 9. sect. 36. §. 1. aprì le porte alla pittura, essendo egli stato il primo che abbia mescolati i colori, e ben espresse le ombre. Plut. Be1lone an pace clar. fuer. Athen. op. Tom. I. pag. 346. [ Ved. Tom. I. pag. 260. not. a.
  2. Quintil. Inst. orat. lib. 12. c. 10.
  3. Plinio lib. 35. c. 9. sect. 36. §. 2. mette Seusi nell’olimpiade xcv. anno iv., e riprova quelli, che lo mettevano nell’olimpiade lxxxix. È probabile che abbia vivuto lungamente, e che abbia dipinto anche prima della detta olimpiade lxxxix.; poiché Plutarco lo mette tra i pittori di Pericle, come ho detto all pag. 189. not. a. Quintiliano loc. cit. lo fa non molto distante da Parrasio, e circa i tempi della guerra peloponnesiaca; ma poi Parrasio lo fa arrivare sino ai tempi dopo Alessandro. Può vederli anche Bayle Diction. hist. ec., art. Zeuxis, rém. A., ove però sbaglia nel dire, che Arduino abbia malamente emendato il numero lxxxix. in lxxix. nel detto luogo di Plinio, quando anzi sostiene tutto l’opposto nella nota num. 3
  4. Plin. lib. 35. cap. 8. sect. 34.
  5. Panfilo d’Antipoli fu il primo ad accoppiare l’erudizione alla pittura; onde non è maraviglia se i suoi quadri sieno riusciti, a così dire, ragionati, Quintil. lib. 12. c. 10. Applicossi specialmente all’aritmetica e alla geometria, senza le quali scienze dicea egli essere impossibile l’arrivare alla perfezion dell’arte. Effetto de’ suggerimenti suoi è stata quella disposizione datasi in Sidone primieramente, di poi nella Grecia tutta, che i figliuoli di condizione libera s’avessero ad esercitare, avanti ogn’altra cosa, nel disegno, e che la precedenza si desse tra le arti liberali alla pittura. Plin. lib. 35. c. 10. sect. 36. §. 8.
  6. In Bologna nella foresteria di san Michele.
  7. Che si venera in s. Girolamo della Carità in Roma. Il Bellori Le vite de’ pittori, ec., racconta quel fatto del Domenichino nella di lui vita, pag. 185., ove descrive anche il quadro. D’Agostino Caracci, di cui fa anche la vita, non lo dice, benché gli attribuisca quell’altro quadro, che descrive pag. 61. segg., da altri attribuito a Lodovico Caracci.