Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/333

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p r e s s o   i   R o m a n i   ec. 327

[Augusto...] §. 2. Augusto, cui Tito Livio chiama l’autore e ’l restauratore di tutt’i tempj, era altresì grand’amatore de’ monumenti dell’arte, onde di lui ben disse Orazio che

....veteres revocavit artes1.

[... suoi monumenti] §. 3. Comperò egli molte belle figure delle divinità per ornare le piazze e le strade di Roma2; e le statue di tutt’i grand’uomini romani, che aveano contribuito all’ingrandimento della patria, rappresentati quali in atto di trionfare, furono da lui collocate nel portico del suo Foro, ove pur fece restaurare quelle che già vi esistevano3. Fra queste eravi quella d’Enea4. Da un’iscrizione trovata nel sepolcro de’ servi e liberti di Livia5 sembra che fu quelli o fu altri monumenti dell’arte avesse Augusto6 fissato un ispettore7.

[Supposte statue...]

§. 4. Fra le statue degli eroi romani collocate da quest’imperatore nel Foro, se vogliamo seguire l’opinione ricevuta, annovereremo quella che dicesi di L. Quinzio Cincinnato, [...di Cincinnato...] esistente una volta nella villa Montalto poscia Negroni, ed ora a Versailles8. E’ questa una figura virile affatto ignuda, in atto di allacciarsi al piè destro un calzare, essendo l’altro presso il piè sinistro che è scalzo. Dietro ai piedi della statua v’è un vomere, per cui si è creduta effigie di Cincinnato,


ben


  1. lib. 4. od. 15. vers. 12. [ Non lo dice ristrettamente alle arti del disegno, delle quali forse neppure ha inteso parlare; ma riguardo alla religione, al buon ordine, alle scienze, al commercio, e a tutto ciò, che poteva far rifiorire lo stato in tempo di pace, come si rileva dai versi appresso.
  2. Suet. in Aug. cap. 57.
  3. ibid. cap. 31.
  4. Ovid. Fast. lib. 5. vers. 563.
  5. Gori Descr. monum. sive columb. libert. & serv. Liv. num. 125. pag 178. [ Al n. 126, pag. 179. è nominato il pittore Eracla liberto, di cui parlammo qui avanti alla p. 71. col. 2.
  6. In un’altra iscrizione riportata da Grutero Tom. I. pag. 2. pag. 323. n. 5. si parla di un Entichete liberto d’Augusto, e si dice officinator a statuis, che il Pignorio De serv. presso Poleno Suppl. thes. Antiq. rom. T. iI, col. 1273. F. spiega per fabro statuario.
  7. Fra gli altri vantaggi che Suetonio in Aug. cap. 72. riferisce recati da Augusto a Roma, novera i varj musei ad uso pubblico da lui ordinati, ove copiosa raccolta vi avea di statue, di pitture, e di altre cose rare ed antiche, tra le quali ammiravano le armature degli eroi. In uno di questi musei vi era pur un luogo per le rarità spettanti alla storia naturale. Tra queste accenna Suetonio delle membra sterminate di fiere e di bestie, credute ossa di giganti. Altri musei vi avevano allora in Roma di cose naturali, in ispecie di gemme e pietre preziose. Il più antico era il museo formatovi da Scauro figliastro di Silla; ma il più prezioso riputavasi quello di Pompeo. Cesare arrivò a farne sei nel tempio di Venere Genitrice; ed uno pur ne fece Marcello figlio d’Ottavia nel tempio d’Apollo Palatino. Plin. lib. 37. c. 1. sect. 5.
  8. Si ha il gesso nell’Accademia di Francia.