Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/369

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mai presso i Greci accordato l’onor d’una statua ai gladiatori; e forse questi nemmen erano noti in Grecia ai tempi d’Agasia1.

[Sotto Galba, Ottone, e Vitellio.] §. 16. De’ tempi dei primi successori di Nerone, cioè di Galba, Ottone, e Vitellio non altro v’è a dire se non che rarissime ne sono le teste. La più bella, tra quelle di Galba, vedesi nella villa Albani: ivi e nel museo Capitolino2 veggonsi le teste d’Ottone; quelle di Vitellio per lo più son moderne, e tale è quella del palazzo Giustiniani, comechè molti la diano per antica.

[Sotto Vespasiano.] §. 17. A questi mostri, che occupato aveano il trono, succedè Vespasiano, il cui regno, malgrado la sua economia, fu molto più giovevole alle arti, che l’insensata prodigalità de’ suoi antecessori. Egli non solo fu il primo che assegnò de’ fondi considerevoli ai maestri della latina e greca eloquenza, ma colle ricompense invitò a sè i poeti e gli artisti3. Abbiam di già osservato4 con Plinio, che Cornelio Pino ed Accio Prisco si resero celebri sotto il di lui regno, e dipinsero per suo comando il tempio della Virtù e dell’Onore ch’egli avea restaurato. Nel tempio della Pace da lui edificato5 fece collocare molte delle statue trasportate dalla Grecia in Roma ai tempi di Nerone6; e vi si


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    teggiamento di lui, quantunque forse non possa convenirgli l’armatura, e il vestimento, è quello d’una statua in marmo armata nella galleria Granducale a Firenze, che piegato a terra un ginocchio, tien eretto il viso, e il braccio destro in atto di chi combatte; ma la circostanza di aver una coscia traforata da un telo da banda a banda, notata dal signor Lanzi cap. 6. pag. 43., mostra che abbia maggior simiglianza col fatto di Filopemene, uno degli ultimi eroi della Grecia, come si è detto qui avanti pag. 272., al quale fu passato un dardo a traverso d’ambe le coscie, per cui impedito di poter camminare dovette inginocchiarsi per terra, finchè il dardo fosse tagliato nel mezzo, come narra Plutarco nella di lui vita, pag. 358. B. oper. Tom. I., e Pausania l. 8. c. 49. p. 700.; e forse la statua in bronzo, nominata dallo stesso Pausania p. 698., gli fu eretta in quell’atteggiamento.

  1. Vedi qui avanti pag. 204. not. c.
  2. Bottari Mus. Capit. Tom. iI. Tav. 20.
  3. Suet. in Vespas. cap. 18.
  4. Sopra pag. 72.
  5. Suet. loc. cit. cap. 9. È un avanzo di questo tempio la grande e bella colonna scanalata in marmo bianco trasportata, ed eretta da Papa Paolo V. avanti la chiesa di s. Maria Maggiore.
  6. Non ostanti li tanti spogli, che furono fatti in Grecia dai Romani sino al tempo di Vespasiano, de’ quali li è parlato avanti, Plinio, il quale vivea contemporaneamente, ci narra lib. 4.. cap. 7. sect. 17., che in Rodi vi erano ancora rimaste tre mila statue di