Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/403

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dai tempi d’Adriano ec. 395


[Teste di questi tempi.] §. 5. Si vede che a que’ tempi si cominciò ad introdurre il gusto de’ ritratti, e l’uso di far delle teste in vece delle figure; al che molto contribuirono i replicati ordini del Senato romano, pe’ quali ogni cittadino tener dovea presso di sè l’effigie or di questo or di quell’imperatore1. Alcune teste vi sono di quell’epoca, che riguardo all’esecuzione possono chiamarsi una maraviglia dell’arte; e sommamente belli sono tre bulli di Lucio Vero, e altrettanti di M. Aurelio, fra i quali i più pregevoli sono i due (uno per ciascheduno) di grandezza quasi colossale, trovati quarant’anni fa sotto ampie tegole, a quattro miglia da Roma sulla strada di Firenze, nei luogo che dicesi Acqua traversa.

[Statua di M. Aurelio...] §. 6. La statua equestre di M. Aurelio è sì nota ch’io reputo superfluo il parlarne. Ma non posso a meno di notare lo strano ragguaglio che leggesi sotto il disegno stampato d’una figura equestre del museo Pembrokiano a Wilton in Inghilterra2: „ Prima statua equestre di M. Aurelio, che fu cagione che ne fosse ordinata al medesimo artista un’altra più grande, in cui però il cavallo è differente dal nostro„. Stravagante del pari è l’iscrizione posta sotto la stampa d’un Erme del medesimo museo3: „ Uno degli schiavi che portavano l’architrave della porta nel palazzo de’ vicerè d’Egitto dopo la conquista fattane da Cambise„. La statua equestre di M. Aurelio stava sulla piazza avanti la chiesa di s. Giovanni in Luterano, ne’ cui dintorni era la casa ove egli nacque4. Sembra però che ne’ tempi di mez-


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    rio, in cui è rappresentata parte in basso rilievo, e parte in tutto rilievo l’apoteosi di Antonino. Si l’una, che l’altra fu data in rame, e illustrata dal Vignoli sul principio di questo secolo, quando fu disotterrata.

  1. V. Casaub. in Spart. Pescenn. p. 124.
  2. Tab. IX.
  3. Tab. XX.
  4. Il Senato a Roma fa dono ogni anno d’un mazzo di fiori al Capitolo di san Giovanni in Laterano, quasi come un obbligo feudale, per la statua equestre di M. Aurelio, riconoscendone così l’antico diritto. Fin dal tempo in cui quella statua fu portata in Campidoglio si creò un pubblico impiego, che da dieci scudi al mese, e quegli che l’occupa si dice il Custode del Cavallo. V’è anche un altro impiego, che dicesi la Lettura di Tito Livio, e frutta 100. scudi annui assegnati sull’appalto del sale. Simili impieghi non