Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/407

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dai tempi d’Adriano ec. 399

glioni in bronzo di quest’imperatore sono sì pel disegno che per l’esecuzione da annoverarsi fra i più bei monumenti del loro genere. I conj d’alcuni sono stati intagliati con tanta finezza che nella dea Roma, sedente fu un rovescio in atto di porgere un globo a Commodo, veggonsi ai piedi le testicciuole di quegli animaletti colla pelle de’ quali faceansi allora i calzari1. Non si può però ben conchiudere da un minuto lavoro ad un’opera in grande; altrimenti molti rovesci di medaglie degl’imperatori seguenti, che non sono mal disegnati, ci farebbon dedurre una falsa conseguenza sullo stato dell’arte in generale. Colui che sa fare un bel modello d’una nave sa egli per questo costruire un gran vascello, atto a resistere ai venti e ai flutti d’un mar tempestoso? Un Achille passabilmente disegnato in piccolo parrebbeci un Tersite, se dalla stessa mano fosse disegnato in grande. Diffatti è più facile a ridurre una figura dal grande al piccolo che dal piccolo al grande, come più facil è il discendere che il salire2. Così Sante Bartoli finchè trasportò dal grande al piccolo i grandi monumenti antichi, quali erano i lavori di rilievo delle colonne di Trajano e di M. Aurelio3, ebbe nome di abile disegnatore; ma si dimostrò ben disuguale a sè stesso quando volle disegnare più in grande gli antichi


bassi


    ro, e di Marco Aurelio, di grandezza quasi colossale, esistenti nella villa Borghese, nominate qui avanti pag. 395. §. 5., i capelli delle quali son lavorati nella medesima guisa.

  1. Buonarr. Osserv. istor. sopra alc. medagl. Tav. 7. n. 6. pag. 116.
  2. Vedi qui avanti pag. 94.
  3. Anche questa colonna meritava una distinta menzione, come quella di Trajano, di cui ha parlato l’Autore qui avanti p. 371., benchè si creda inferiore nella bellezza del lavoro. Si vuole eretta dal Senato in onore di Marc’Aurelio, ed è stata incisa in rame da Sante Bartoli colle illustrazioni di Bellori. Il celebre prodigio della pioggia impetrata dal cielo all’esercito di questo imperatore nella guerra contro i Quadi per le preghiere della Legione Fulminatrice, come raccontano Tertulliano Apolog. c. 5., Ad Scapul. c. 4., Eusebio Eccles. hist. lib. 5. cap. 5., S. Gregorio Nisseno De Ss. quadrag. Martyr. orat. 2. princ. oper. Tom. iI. pag. g937., Sifilino in M. Ant. pag. 275., ed altri, intorno a’ quali può vedersi il Baronio Annal. Tom. iI. ann. 176. n. 2. segg. pag. 286. segg., Ermanno Witzio De Legione Fulmin. Christ. ec., quel miracolo, dico, rappresentato sulla colonna secondo l’opinione dei Gentili, come può vedersi presso il citato Bartoli Tavola 15., era rappresentato anche in una pittura menzionata da Temistio Orat. 15. ad Theodos. pag. 191. Vi era l’imperatore colle mani alzate in atto di pregare, e i suoi soldati chi in atto di ricevere l’acqua negli elmi, e chi di bere.