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| 84 | Meccanismo della Scultura |
pittori per rischiarare le tre diverse maniere d’imitazione (μιμήσεων) sì nella poesia che nella danza, quali dicendo; siccome le figure di Polignoto sono quel che in poesia è la tragedia, che solo si occupa di avvenimenti eroici; così le figure di Pausone debbono rassomigliarsi alla commedia, in cui il carattere delle persone più caricato si rappresenta, come dic’egli stesso nel medesimo capo: ἡ μὲν (Κωμῳδία) χείρους. ἡ δὲ (Τραγῳδία) βελτίους μιμεῖσθαι βούλεται τῶν νῦν[1], e o ripete nel seguente capo quinto dicendo: Κωμῳδία μιμήσις φαυλότερων[2]: cioè che per migliorare i costumi degli uomini la commedia ne esprime le follie più grandi che realmente non sono, affinchè siane vieppiù sensibile il ridicolo. Quindi è da conchiudersi che Pausone abbia dipinti più soggetti comici che tragici o eroici, e che avesse un particolar talento di rappresentare quel ridicolo che è lo scopo della commedia; poiché il ridicolo, prosiegue Aristotele, fa veder le persone sotto l’aspetto il più ignobile (τοῦ αἰσχροῦ ἐστι τὸ γελοῖον μόριον)[3]. Dionisio, il quale pur era uno de’ più famosi dipintori[4], teneva un luogo di mezzo fra i primi due, ed era riguardo a Polignoto, com’Euripide riguardo a Sofocle; poichè questi rappresentò le eroine delle sue tragedie quali esser doveano, e quegli le fece quali erano diffatti. Dionisio, dice Eliano[5], imitò Polignoto in tutto, fuorchè nel sublime (πλὴν τοῦ μεγέθους).
§. 14. In conseguenza di questo giudizio sul carattere de’ mentovati artisti dobbiamo dare a ciò, che dice Plinio de’ medesimi, una significazione ben diversa da quella che attribuir si suole generalmente alle sue parole. Dionisio, dic’egli, non altro mai dipinse che uomini, e fu perciò detto
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- ↑ In eadem differentia & Tragœdia, & Comœdia separata est: hæc enim pejores, illa meliores imitari vult, quam ii, qui nunc sint.
- ↑ Comœdia imitatio pejorum.
- ↑ Turpitudinis est particula ridiculum.
- ↑ Plin. lib. 35. cap. 11. sect. 40. §. 43.
- ↑ Var. hist. lib 4. cap. 3. [ E così ha capiti questi passi, con quello di Plinio, che siegue, Perizonio a questo luogo di Eliano.