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Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/170

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arti, che già erano in uso presso gli uomini; ed anzi in alcune cose venne proibito ciò, che l’arte stessa con finezza aveva già inventato; e così a Mosè fu prescritto di non fabbricare con pietre tagliate, e di non fare statue, o qualunque altro lavoro di scalpello[1].

§. 22 Tanto farebbe bastante, gentilissimo signor abate, per rispondere alla domanda, che avete voluto farmi intorno all’assertiva avanzata dal signor le Roy, ed abbracciata poi dal Winkelmann; e potrei far quì fine, sospendendo la penna da una lettera divenuta abbastanza lunga e tediosa. Ma siccome non è questa la sola proposizione, che letta dal Winkelmann in quella maestosa opera, sia stata da lui con troppa facilità adottata; così prevenendo le vostre istanze, continuerò ad esporvi diversi altri miei sentimenti intorno all’origine, ed a’ progressi di questa nobilissima professione, facendola però sempre da storico, e non mai da architetto, o professore d’una facoltà, per quello che riguarda il suo meccanismo, a me ignota. L’idea, e l’opinione che il signor le Roy si era stabilita nella mente, o perchè sostenuta da molti altri scrittori avanti a lui, o perchè autorizzata da una volgare credenza (alla quale non manca mai chi abbia tutta la ripugnanza di contradire), che il sapere cioè architettonico avesse avuto i suoi principj nella Grecia, lo hanno suo malgrado obbligato a proporre, e difendere delle proposizioni, che non possono certamente sostenersi, o perchè false, o perchè mal sicure e dubbiose.

§. 23. Conoscendo esso, che non poteva negarsi esservi state delle fabbriche avanti l’invenzione de’ tre ordini greci, e riportando ancora le piante di alcune di esse, ha distinto l’Architettura dagli ornati della medesima, collocando in quelli il merito tutto dell’arte; non altrimenti, che se que-


sta


  1. ↑ Exod. cap. 20. vers. 25., Deuteron. cap. 4. vers. 16. 17. & seq.