Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/170

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arti, che già erano in uso presso gli uomini; ed anzi in alcune cose venne proibito ciò, che l’arte stessa con finezza aveva già inventato; e così a Mosè fu prescritto di non fabbricare con pietre tagliate, e di non fare statue, o qualunque altro lavoro di scalpello1.

§. 22 Tanto farebbe bastante, gentilissimo signor abate, per rispondere alla domanda, che avete voluto farmi intorno all’assertiva avanzata dal signor le Roy, ed abbracciata poi dal Winkelmann; e potrei far quì fine, sospendendo la penna da una lettera divenuta abbastanza lunga e tediosa. Ma siccome non è questa la sola proposizione, che letta dal Winkelmann in quella maestosa opera, sia stata da lui con troppa facilità adottata; così prevenendo le vostre istanze, continuerò ad esporvi diversi altri miei sentimenti intorno all’origine, ed a’ progressi di questa nobilissima professione, facendola però sempre da storico, e non mai da architetto, o professore d’una facoltà, per quello che riguarda il suo meccanismo, a me ignota. L’idea, e l’opinione che il signor le Roy si era stabilita nella mente, o perchè sostenuta da molti altri scrittori avanti a lui, o perchè autorizzata da una volgare credenza (alla quale non manca mai chi abbia tutta la ripugnanza di contradire), che il sapere cioè architettonico avesse avuto i suoi principj nella Grecia, lo hanno suo malgrado obbligato a proporre, e difendere delle proposizioni, che non possono certamente sostenersi, o perchè false, o perchè mal sicure e dubbiose.

§. 23. Conoscendo esso, che non poteva negarsi esservi state delle fabbriche avanti l’invenzione de’ tre ordini greci, e riportando ancora le piante di alcune di esse, ha distinto l’Architettura dagli ornati della medesima, collocando in quelli il merito tutto dell’arte; non altrimenti, che se que-


sta


  1. Exod. cap. 20. vers. 25., Deuteron. cap. 4. vers. 16. 17. & seq.