chi obelischi. Quello assai celebre, che ammirali nella vasta piazza di fan Pietro di quella città, lavorato dice Plinio[1], ad imitazione di quello fatto dall’egiziano Nuncoreo, si alza per linea piramidale, e termina tosto che è ristretto una terza parte della sua base[2]. Ciò posto, la colonna del maggior tempio Pestano all’altezza di circa quattro diametri si ristringe una quarta parte della sua base; si prolunghino le sue linee sino al ristringimento d’una terza parte, darà una colonna alta diametri cinque e due terzi: or l’antichissimo obelisco, che descrive Diodoro[3], e che prendeva nome da Semiramide, aveva ancor esso piedi 25. di base, e 130. di altezza, cioè diametri cinque e quasi due terzi. Che se poi consideriamo la colonna Pestana del tempio piccolo, di più recente corruzione, e perciò meno rastremata, la vedremo in qualche maniera corrispondere al detto obelisco della piazza di s. Pietro. Questo è alto poco meno di nove diametri, e quella, prolungate le linee, col riflesso che a quattro diametri si ristringa circa un sesto, darà una colonna di otto diametri e due terzi. Queste misure non possono darsi esattissime per li rotti e piccole varietà, che vi sono sì nell’altezza, che hanno le dette colonne, come nel ristringimento; ma a noi basta che vi sia una tal qual somiglianza, e che mostrino un genio, ed un’indole medesima d’artefatto. Ed ecco poi la ragione del gran ristringimento, che avevano le colonne etrusche, e perchè le più antiche si assottigliassero piramidalmente. Potrebbe con ciò essersi trovata ancora la ragione dell’entasi, che inventarono gli Etruschi, e che si vede nella terza e più moderna fabbrica Pestana; mentre essendosi accorti que’
- ↑ Plin. lib. 36. cap. 11. sect. 15.: Factus est (obeliscus) imitatione ejus, quem fecerat Sesostridis filius Nuncoreus. Questa è la vera lezione, non la volgare, che dice fractus in molitione. Veggansi le note, ed osservazioni d’Arduino.
- ↑ Bonanni Numism. Pont. templ. Vatican. fabric. indicantia, Tab. 75. pag. 179.
- ↑ lib. 2. §. 11. pag. 125.