Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/199

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s u l l’ A r c h i t e t t u r a. 181

vita, bravissimi architetti ed artisti, che sotto la direzione di Fidia alzarono gran fabbriche. Erano d’una sodezza e stabilità da contrattare col tempo, ed esser sempre nuove. Ecco il gusto grave e maestoso non copiato dalle capanne, ma passato dall’Oriente, o dalla Tirrenia a farsi vedere in Grecia. Ma quali erano in quelli edifizj le cose nuove e rare per quella nazione? Eccole, siegue Plutarco. L’architetto Corebo alzò delle colonne, e le legò cogli architravi. Sepezio le pofe ad un ordine superiore. Senocle fece la finestra alla cella, e Callicratide prese a fare un lungo muro. Questi sono i principj dell’Architettura in Grecia quattro secoli in circa avanti l’era nostra volgare. Or in quale stato trovavasi allora quell’arte non dico presso gli Orientali, ma presso ancora gli Etruschi, se già sin dalla più alta età del fatto Trojano peritamente fabbricavano?

§. 44. Non andiamo vagando più per l’Oriente, e lasciamo gli stupendi edificj di Amali, ed altri principi di quelle regioni, benché anteriori a quest’epoca, descritti ampiamente da Erodoto, da Diodoro, e da Plinio1. Lasciamo ancora da parte le maestose antiche fabbriche di Persepoli2, che se pure si volessero de’ tempi del vecchio Ciro3, non lascerebbero d’esser da cinque secoli innanzi alla nostra volgar epoca, e che dagli eruditi4 vengono, senza contrailo, riconosciute anteriori ad ogni greca Architettura; non parliamo finalmente del grandioso e splendido tempio di pietra con ampio porticato esistente presso Ta-


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    pag. 159. F.: Quo magis opera admiranda sunt Periclis, quæ ad diuturnitatem, modico perpetrata tempore, fuere.... quasi habeant opera illa perpetuo virentem spiritum, & animam admixtam non emarcescentem.... Hic (Corœbus) columnas in pavimento posuit, & epistyliis junxit. Quo defuncto.... Xypetius Metagenes septum, & superiores columnas adjecit. Fastigio adyti fenestram addidit Cholargensis Xenocles. Longum murum Callicratides faciendum redemit.

  1. Herodot. lib. 2. cap. 175. 176. p. 189., Diodor. lib. 1. §. 46. p. 55. seq., Plin. lib. 36. cap. 12. sect. 17.
  2. Justin. Hist. lib. 11. cap. 14.
  3. Ælian. De nat. anim. lib. 1. cap. 59.
  4. Leibnit. Oper. Tom VI. par. 2. p. 194. (Characteres) in ruinis Persepolitanis extant, monumento architecturæ, sculpturæque orientalis, Græcorum opera antiquitate transcendentis.