Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/244

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clinando1. Gli utensili, e i vasi di bronzo sono lavorati con finezza, ed eleganza, e tutte le patere, simpuli, ec. sono fatti al torno. Si sapeva anche fare un metallo così bianco2, che a prima vista sembra argento3. Ma veniamo ora a qualche dettaglio particolare delle più insigni statue di bronzo, e di quelle in ispecie, che si sono trovate da quattro anni in qua dopo il mio primo viaggio a Napoli; e che a voi non dispiacerà, che io vi indichi con qualche precisione4. Il Mercurio grande al vero è senza disputa la più bella statua di bronzo, ma non di marmo, che sia al mondo. Si arguisce dall’essere stata trovata senza caduceo, quando tutto il resto era sano, che essa sia venuta di fuori già senza la verga, di cui gli restà il capo in mano. Il particolare in quella statua è una fibbia, per dir così, formata a guisa di rosa, che le sta sotto la pianta medesima de’ piedi, e indica quell’attaccaglia, che aerviva per unire, e stringere le bende, o corami, con cui le sono legati i talari, o ale al talo del piede, i quali erano impernati per poterli staccare, e rimettere. La rosa sotto il piede è simbolica, e. raffigura un Mercurio, che non ha bisogno di camminare. Degno pure d’attenzione è il Satiro ebrio, che fa le castagnuole colle dita della mano destra in segno d’allegria; e quella è la seconda statua. La terza è un Satiro giovane sedente, che dorme col braccio destro buttato sul capo. Ma queste figure con tutta la loro bellezza non somministrano materie di discorso, se non a qualche Callistrato moderno pupillo, ed affamato; onde parlerò a ragionare di alcuni busti, cominciando dal più bello, con-


tro


  1. Vedi loc. cit. pag. 33. 34. 36.
  2. Si può vedere Plinio lib. 16. cap. 11. sect. 22., lib. 34. cap 2. sect. 3.
  3. Tale è uno strigile molto elegantemente lavorato, che nell’aprile dell’anno 1779. fu trovato negli scavi delle paludi Pontine. V’è il nome, e la marca dell’artefice; il nome è espresso alla dorica nel caso genitivo ΗΡΑΚΛΙΔΑ Heradidis; la marca è una Vittoria.
  4. Ne parla anche loc. cit. pag. 42.