Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/245

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di   W i n k e l m a n n. 227

tro la massima di alcuni autori, che lasciano per ultimo il più forte argomento. Questa è la testa d’un Eroe giovane, un tantino più grande del vero: un parroco anticagliaro la battezzerebbe per un Tolomeo. Ha sessant’otto boccoli intorno intorno, e quelli boccoli figurateveli come una striscia stretta di carta arrotolata con le dita, e poi sciolta, e tirata a vite. Quelli, che coprono la fronte, fanno quattro, o cinque giri; quelli, che pendono dalle tempia, sino a otto;. e quelli, che cadono dietro, sino a dodici. Agli orli di questi boccoli fettucciati gira intorno una linea incisa. Tutti questi boccoli sono riportati, e non gettati, e movendo la testa fanno un vibrare momentaneo. Un altro busto, ma di stile o etrusco, o antichissimo greco, ha i boccoli sulla fronte sino nelle tempia, parimente riportati, ma d’un’altra specie, rassomiglianti a lumbrici, di grossezza d’una penna d’oca, o del più grosso filo di ferro. Ad un’altra testa, che chiamano di Platone1, sono riportati gran boccoli alle tempia. Questa testa fatta con meno di stento, e nella maniera grandiosa di lavorare in bronzo, può dirsi uno stupore dell’arte. Essa guarda di fianco in giù, in atto, ma non in aria di disprezzo, con fronte pregna di pensieri, ma nello stesso tempo con dolce sguardo. La lunga barba meno folta di quella di un Giove, e più ricciuta, e sparsa di quella delle teste, che reputano Platoni, è tirata in solchi, quali potrebbe fare il più fino pettine, senza esser questi taglienti, o fatti a bulino, ma morbidi al pari del pelo canuto; e in una medesima guisa sono lavorati i capelli striati con ondulazione. Ma, amico, io disfido chichesia a spiegare in iscritto l’artificio di questa testa. Vi è un busto di Demostene2; e la greca leggenda ΔΗΜΟСΘɛΝΗС ce


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  1. Vedi Tom. I. de’ Bronzi d’Ercolano, Tav. 27. pag. 103.
  2. Vedi ivi Tav. 22. pag. 59.