Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/246

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228 L e t t e r e

ne convince1. Questo ritratto si ha da avere per unico, perchè il busto d’Antonio Agostini, e la corniola di Gio. Pietro Bellori sono cose molto equivoche2. Vi motiverei un supposto busto d’Eraclito3, se non l’avessi per una cosa assai dubbia per poterglisi francamente attribuire. Del busto d’Ermarco v ho parlato in altra lettera, ec.4.


A r t i c o l o   VIII.


Notizie sulle statue di marmo d’Ercolano.


Le statue di marmo sono tutte mediocri: ma non voglio avanzare questa proposizione senza darvene qualche prova. Nello stesso tempietto, ove sono state cavate le più grandi pitture, e fra le altre quella d’Achille, e di Chirone, che già vi ho altra volta rammentata5, si sono trovate due statue di Giove, nude dal mezzo in su, assai più grandi del naturale, ma senza testa. La statua d’un padre degli dei deve essere una cosa ideale, e quanto al corpo vuol questo essere spogliato di quello, che richiede il bisogno della fragilità umana, senza vene, e arterie, per quanto può arrivar l’idea alla perfezione della natura divina, che agisce mediante una virtù propria, e indipendente dal nutrimento, dalla digestione, e dalla separazione del sangue, trasfusavi uno spirito etereo, e motore, alieno da ogni alterazione, che si spande ugualmente, e costituisce, per così dire, la figura, il di cui contorno non pare esser altro, che un vaso di questo spirito. Il ventre conviene, che sia

  1. L’Autore ne ha fatta inserire la figura in rame delineata da lui stesso, in fine della citata lettera al conte di Brühl sulle scoperte d’Ercolano, ripetuta poi dal signor Huber nella sua traduzione francese della Storia dell’Arte Tom. iiI. p. 162., disegnata da Mengs.
  2. Vedi Tom. iI. pag. 255., e l’indice de’ rami qui appresso al numero V. del Tomo iI.
  3. Vedi Tom. I. de’ Bronzi d Ercolano, Tav. 31. pag. 115.
  4. Qui avanti pag. 189.
  5. Vedi qui avanti pag. 217.

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