Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/429

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s u l l e   R o v i n e   d i   R o m a. 411

pressione di Flaminio Vacca1, e di qualche altro, che dice trovata la statua in una vigna; e s’intende volgarmente per cavata da sotto terra. Giammai non è stata sotterra quella statua. E’ stata sempre all’aria scoperta, esposta alle ingiurie del tempo, e quali per un prodigio è scampata da quelle degli uomini. Il Palladio2 senza darne alcuna prova scrive, che stesse anticamente in un cortile avanti al Tempio d’Antonino e Faustina in Campo Vaccino. Non erra però di molto; perchè io credo, che sia la stessa, che stava presso l’Arco di Settimio Severo, chiamata di Costantino. Se ne trova la prima volta fatta menzione nella descrizione di Roma, che s’intitola Notizia dell’impero occidentale, illustrata già dal Pancirollo, che la crede fatta al tempo di Teodosio giuniore, morto nell’anno 450.3, e ripetuta dal Nardini4, e dal Muratori5, ove nella regione VIII, si mette: Genium Populi Romani aureum, & Equum Constantini, Senatulum, &c. La seconda volta è nominata Cavallo di Costantino nel suddetto Itinerario, o breve descrizione delle regioni di Roma, fatto, come dicemmo, nell’ottavo, o nel nono secolo: Templum Concordia, Caballus Constantini. Ivi nella nota monsig. Bianchini6 pensa, che questo Cavallo di Costantino possa essere il Cavallo di Domiziano celebrato da Stazio7, al quale fosse levato il nome di quell’abominato imperatore, e surrogato quello di Costantino, come avea pensato il Nardini8; non sapendo nè l’un, nè l’altro di questi Scrittori tutto il resto della storia9.


F f f 2 Nel


  1. Memorie, num. 18.
  2. Archit. lib. 4. cap. 9.
  3. Not. utr. imp. in præfat. pag. 2. 3.
  4. Roma ant. lib. 5. cap. 1.
  5. Nov. thes. Inscr. Tom. IV. pag. 2129.
  6. Tom. iI. pag. CXXXl. n. f.
  7. Sylvar. lib. 1. cap. 1.
  8. loc. cit. cap. 7.
  9. Non mi si obbietti, che di questo Cavallo di Domiziano solamente si parla, non già dell’altro di Marco Aurelio. Dall’autore della citata Notizia dell’impero occidentale si ha che i cavalli di bronzo indorati esposti al pubblico in Roma a tempo suo erano 80., e 23. colossali non dorati. Eppure da Rufo appena si nominano in ispecie quelli di Tiridate, e da lui, e da Vittore il Cavallo di Domiziano, encomiato per adulazione da Stazio; e da Ammiano Marcellino lib. 16. c. 19. si nomina la statua equestre di Trajano.