Pagina:Storia di Milano I.djvu/15

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prefazione ix

nostra antichità. Questa verità mi ha determinato a tentare l’impresa: e se alla buona mia volontà avrà corrisposto il talento, potrò compiacermi d’aver posto nelle mani degli uomini che cercano d’istruirsi, un’opera in due volumi, che però non li sbigottisca colla mole, e non pretenda una difficile attenzione per oggetti indifferenti, e per mezzo di cui non siamo più noi Milanesi forestieri in casa propria. La più bella parte della specie nostra, e la più amabile potrà essa pure, forse utilmente, passare qualche ora, riflettendo sulle vicende trascorse, e ricercarne le occulte cagioni se non colla energia, che è propria dell’uomo, colla dilicata finezza che il cielo ha a lei concessa a preferenza. Nell’educazione della nascente speranza della patria, potrà forse aver luogo la notizia de’ nostri antenati e delle rivoluzioni accadute. Tale almeno è stata la lusinga che mi ha fatto intraprendere questo lavoro. Se oltre la comune utilità dell’oggetto, anche il tedio superato per riuscirvi può disporre il lettore all’indulgenza, io ardisco aspirarvi. Di cento fatti esaminati, talvolta ne ho trascelto un solo, ed ho fatto il possibile per non trasmettere al lettore la noia ch’io ho dovuta sopportare.

Posso assicurare i miei lettori che niente ho asserito prima di esaminare, e niente ho scritto che non mi paia vero. Ho rappresentati gli oggetti quali gli ho veduti. Non sempre in ciò sono d’accordo co’ nostri autori: ciascuno ha i propri principii e un modo suo proprio di sentire; e per essere di buona fede, non debbo inquietarmi se non sono dell’opinione comune. Molte idee nuove ed opposte a quanto, ripetendo, hanno scritto finora i nostri eruditi, si troveranno in quest’opera, sull’antichità, su’ diversi Stati, e intorno al-