Pagina:Storia di Milano I.djvu/325

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


ovvero taglia; e così dopo otto anni venisse saldato ogni debito e tolta alla circolazione la carta. (1248) Questo regolamento fu pubblicato l’anno 1248, come può vedersi nel Corio a quell’anno, e questa è la più antica memoria del carico prediale nel nostro paese: giacchè prima non si ha notizia se non di tributi sopra i frutti ovvero sulle persone. Col terminare dell’anno 1256 i debiti pubblici dovevano essere pagati. (1257) Fu eletto podestà di Milano, per l’anno 1257, Beno de’ Gozadini, bolognese. Egli aveva già, negli anni precedenti, servito utilmente la Repubblica, perfezionando il catastro de’ fondi censibili. Egli pensò di lasciare un monumento benefico e glorioso, prolungando sino alla città di Milano il cavo del Tesinello, il quale terminava ad Abbiategrasso. Ho già detto come dal Tesino sino ad Abbiategrasso fu derivata l’acqua del Tesinello, settantotto anni prima, cioè nel 1179. Si trattava ora di produrre il cavo per lo spazio di quattordici miglia, e così dare un nuovo e perpetuo valore alle campagne per tutta quell’estensione. V’era il fondo censibile ridotto a catastro. Da otto anni era già in pratica l’esazione di quel tributo. Beno de’ Gozadini vide che, prolungando questo carico, a fine di eseguire il suo progetto, realmente non pagavasi dai contribuenti un tributo, ma si bonificavano le terre, e s’impiegava il denaro in utilità sensibile di quei medesimi che venivano tassati. Su questo principio, credette egli non potersi con giustizia lasciar esenti i fondi ecclesiastici, nè obbligare i laici a pagare la porzione del beneficio fatto ai primi. Fu la grande opera intrapresa, e vigorosamente, in pochi mesi, condotta a fine. Meritava Beno de’ Gozadini le adorazioni de’ suoi contemporanei, e un pubblico monumento che ricordasse